Il killer incappucciato ha un volto. Riccardo Menenti, il padre dell’ex fidanzato di Julia Tosti, sarebbe l’uomo che la notte del 26 marzo scorso ha sfondato la porta dell’appartamento di via Ricci, a Perugia, e ucciso Alessandro Polizzi con un colpo di pistola, per poi accanirsi contro Julia, finita in ospedale ma salva. L’artigiano 54enne, considerato l’esecutore materiale del delitto, è finito in carcere ieri insieme al figlio Valerio, di 26 anni, che sarebbe il mandante dell’omicidio. A inchiodare i due, iscritti nel registro degli indagati poche ore dopo l’assassinio, ci sarebbero diversi elementi che ora pesano come macigni sulle loro teste. La Procura perugina ha fatto sapere che Riccardo e Valerio sono «gravemente indiziati del reato di omicidio in danno di Alessandro Polizzi e tentato omicidio in danno di Julia Tosti» e il gip, che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, contesta la «premeditazione » ma anche la «crudeltà», sottolineando che i due, oltre ad aver sparato, avrebbero «infierito» sulla coppia di fidanzati con numerosi colpi alla testa, inferti con uno svita bulloni. Le brutali violenze sono state messe in atto dopo che un unico colpo di pistola, esploso da una Beretta, aveva già raggiunto mortalmente a un fianco Alessandro e ferito al braccio la 20enne Julia. Il movente sarebbe legato ai litigi continui tra la vittima e l’ex fidanzato della giovane, picchiato in più occasioni dal “rivale” per – ché, a sua volta, aveva malmenato Julia. L’ultima aggressione si sarebbe consumata il venerdì precedente all’omicidio, quando Polizzi lo avrebbe assalito, facendolo finire in ospedale. Il ricovero di Valerio, che in un primo momento rappresentava un alibi di ferro, però gli si è ritorto contro, perché i poliziotti della Mobile sospettano che il ragazzo, quella notte, si sia allontanato dal nosocomio e abbia messo in pratica la sua vendetta. Sospetti che, in base alle analisi della Scientifica del Dac, si sarebbero trasformati nei gravi indizi di colpevolezza che hanno spinto il gip a ordinare l’arresto. A dare una risposta forte agli inquirenti è stato l’esame dello stub, che avrebbe individuato tracce di polvere da sparo su alcuni indumenti sequestrati a casa Menenti durante la perquisizione, appartenenti a Riccardo e Valerio. Ma in queste ore, a parlare, ci sarebbero anche le immagini delle telecamere a poche centinaia di metri dall’appartamento di via Ricci. I poliziotti hanno setacciato i video e si sono accorti di un’auto dalla quale sono scese due persone intorno all’orario della “spedizione punitiva”. È stato così svolto un esame antropometrico, dal quale emergerebbe la compatibilità della camminata dei due individui con quella di padre e figlio. Gli accertamenti sono ancora in corso e gli investigatori stanno cercando conferme nelle telecamere della zona dell’ospedale, affinché l’ipotesi che stanno seguendo possa diventare una ricostruzione certa. Secondo gli agenti, infatti, quella maledetta notte Valerio avrebbe lasciato l’ospedale e raggiunto il padre. I due avrebbero parcheggiato l’auto nelle vicinanze di via Ricci, si sarebbero coperti il volto con un passamontagna e sarebbero entrati nel portone della casa. Valerio sarebbe rimasto nell’androne a fare da palo, mentre il padre avrebbe commesso l’omicidio. Intanto oggi i due arrestati, che continuano a dichiararsi innocenti, saranno interrogati dal gip. Il loro fermo ha dato sollievo alle famiglie Tosti e Polizzi. «Penso ad Alessandro, il mio amore» ha detto Julia, tra le lacrime, al suo avvocato Luca Maori. «È una liberazione dal terrore in cui vivo» ha aggiunto la ragazza che si trova in una località segreta. Il legale, che ha sottolineato come la storia tra l’ex e la 20enne sia stata segnata da episodi violenti, ha annunciato che «presenteremo una querela per stalking nei confronti di Valerio, è già pronta».

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