LE AUDIOCASSETTE SPARITE Ma come andrà rifatto il processo di secondo grado, il cui inizio è previsto per l ’inverno del 2013? Per capirlo bisogna attendere le motivazioni, perché la Cassazione indicherà la strada e fisserà i paletti, stabilendo su quali punti bisognerà cercare la verità. Quel che è certo è che la calunnia di Amanda nei confronti di Lumumba tornerà al centro del processo perché, secondo il procuratore generale Luigi Riello (che ha sostenuto l’Accusa in Cassazione), la Knox ha mentito per allontanare da sé i sospetti. Eppure, per risolvere questo dubbio (e capire come la studentessa americana è arrivata ad accusare Lumumba), sarebbe stato sufficiente avere le audiocassette degli interrogatori di A manda e Raffaele. Sarebbe bastato riascoltarle per fugare ogni dubbio. Invece, guarda caso, sono sparite. Le altre ci sono tutte. Mancano solo quelle. Le più importanti. (G IU DICI FIORENTINI Resta da sapere chi sarà chiamato a decidere sul replay dell’Appello. A Firenze ci sono due sezioni della Corte d’Assise. Una è presieduta da Salvatore Giardina, palermitano, 62 anni, a Firenze dal 1994 (prima era a Grosseto). Ha fama di giudice rigoroso, garantista, indipendente. A capo dell’altra sezione c’è invece Alessandro Nencini, fiorentino, 57 anni, sposato a una collega, con un passato da pm e famoso perché nel 2010 fece causa (civile) a Silvio Berlusconi. Il Cavaliere aveva definito la magistratura «una metastasi» e lui chiese 10 mila euro di danni morali. Rispetto a Giardina è più veloce, più informale, ugualmente preparato. Uno dei due emetterà la sentenza. Poi ci sarà un nuovo ricorso in Cassazione. Il processo rischia di trascinarsi fino al 2016. E saranno passati nove anni dalla morte della povera Meredith.

IN CASO DI CONDANNA DEFINITIVA, LA KNOX POTRÀ ESSERE ESTRADATA IN ITALIA? • Tra Italia e Stati Uniti è in vigore dal 24 settembre 1984 un Trattato bilaterale di estradizione. Come funziona? Se Amanda Knox sarà condannata in appello a Firenze e poi in Cassazione, la Farnesina consegnerà la richiesta di estradizione al Dipartimento di Stato americano (l’equivalente del nostro ministero degli Esteri). Il Dipartimento di Giustizia affiderà il caso alla Corte federale dello Stato in cui risiede la Knox (lo Stato di Washington, se Amanda non si muoverà da Seattle). • La decisione della Corte non è appellabile, ma gli avvocati potrebbero presentare un Habeas corpus, che è in sostanza un ricorso mascherato. «In quel caso, i tempi potrebbero essere lunghissimi», ci dice al telefono P eter Alegi, noto avvocato Usa che ha esercitato per anni in Italia, vicepresidente del Centro per gli studi americani. «Ma che in America, equivalgono a un fulmine in Italia: senza Habeas corpus, si risolve tutto in pochi mesi. Altrimenti ci vorrà poco più di un anno». • Che cosa decideranno gli Stati Uniti? «Ci sono tre ipotesi», spiega Alegi. «La più probabile è che neghino ¡’estradizione, non per nazionalismo, ma per una radicale differenza tra i due ordinamenti. Da noi, l’Accusa, e quindi lo Stato, non può fare appello contro la sentenza del giudice. Se un imputato viene assolto, in primo o secondo grado, la questione finisce lì. Amanda è stata assolta in appello, da noi il processo sarebbe chiuso: estradarla significherebbe riaprirlo e questo va contro i principi cardine del nostro sistema giudiziario». • Ma peseranno molto le motivazioni della Cassazione. «Se chiederà una nuova interpretazione di prove o fatti già acquisiti, per esempio la ripetizione del test del Dna sul coltello che i pm considerano l’arma del delitto, allora i nostri giudici potrebbero dire sì all’estradizione: non ci sarebbe un processo nuovo di zecca, ma un’appendice del dibattimento perugino», prevede Alegi. Se invece, come pare più probabile, la Cassazione ordinerà di ricominciare da capo, ecco che tornerebbe l’ostacolo del doublé jeopardy, che stabilisce che nessuno può essere processato due volte per lo stesso reato.

Alessandro Penna e Giangavino Sulas