Il tiro al bersaglio contro i “saggi” da parte soprattutto del Pdl spinge il Colle a rasserenare il clima sottolineando il carattere «assolutamente informale » dell’iniziativa che avrà «precisi limiti temporali». La precisazione arriva al termine di una giornata scandita della polemiche contro i due gruppi di studio, convocati per oggi al Quirinale, ai quali è stato affidato il compito di trovare una soluzione alla crisi politica. La prima riunione ci sarà in mattinata ma sul successo dell’iniziativa nessuno, nei partiti, è disposto a scommettere. Il portavoce del presidente della Repubblica, Pasquale Cascella, spiega che i dieci “saggi” sono stati scelti «con criteri oggettivi in funzione del lavoro già svolto e del ruolo ricoperto », parla di carattere «assolutamente informale», di un fine«puramente ricognitivo» e sottolinea che il lavoro dei componenti dei due tavoli tecnici (uno per le misure economiche e sociali e l’altro per le riforme e i temi istituzionali) avrà precisi «limiti temporali». Il Colle tenta così di smorzare le polemiche sui due gruppi di lavoro che dovranno individuare punti di contatto su riforme ed economia. E, per renderemenoavvelenato il clima, Giorgio Napolitano pone un orizzonte temporale ai due gruppi. Ma il tentativo non ottiene il risultato sperato. Pd e Pdl, seppure con sfumature diverse, esprimono ben più di un dubbio e fanno capire che la scelta di Napolitano difficilmente potrà risolvere lo stallo politico che si è creato. Il più perentorio è Angelino Alfano, che definisce «lodevoli» le intenzioni del capo dello Stato ma teme che il Pd voglia trasformare l’iniziativa dei “saggi” in un escamotage per «rinviare alle calende greche» ogni vera decisione e lancia una sorta di ultimo avviso al Quirinale. «Riteniamo opportuno che il presidente Napolitano riprenda le consultazioni con le forze politiche e che le stesse forze politiche riprendano a parlarsi. La casa brucia e non sarebbero comprensibili altri rinvii e delazioni» dice il segretario del Pdl , che non rinuncia all’idea del governissino: «O c’è un’intesa politica piena che conduca a un governo di larga coalizione o è indispensabile andare subito al voto senza che si renda impraticabile la finestra elettorale di giugno. Noi siamo assolutamente pronti anche a questa secondaipotesi». Dal centrodestra si leva un coro assordante. Fabrizio Cicchitto pianta robusti paletti e spiega che il lavoro «dovrà durare al massimo 10 giorni», Daniela Santanché parla di un tempo «brevissimo» e Ignazio La Russa è tranciante: «I dieci saggi? Servono a perdere il tempo necessario a far riflettere gli italiani e i partiti». Dubbi e perplessità arrivano anche dal segretario della Lega lombarda, Matteo Salvini («Entro 10 giorni o si trova un accordo o tutti a casa…») mentre dal Pd si invita il partito di Berlusconi a non parlare di elezioni se prima non si fa una nuova legge elettorale. «Tornare a votare con il Porcellum riprodurrebbe, con molta probabilità, la stessa situazione di paralisi e di stallo. E il sistema istituzionale potrebbe davvero collassare » avverte Walter Verini. Male resistenze maggiori arrivano da Berlusconi, che ieri avrebbe riflettuto per tutto il giorno anche sulla possibilità di chiedere ai suoi “saggi”, a cominciare da Gaetano Quagliariello, di non partecipare alle riunioni in programma al Quirinale e, dunque, di far saltare il tavolo. Per Berlusconi, infatti, l’obiettivo è e resta il Quirinale. Il Pdl vuole un nome di “garanzia” e, soprattutto, non si fida del Pd. Questo vuol dire che il lavoro dei “saggi” è destinato a fallire? Valerio Onida, costituzionalista assegnato al tavolo delle riforme, confessa che «non si può essere molto ottimisti sul risultato di questa operazione». Sottolinea che «il preincarico a Bersani non è finito né è stato revocato» e si mostra scettico sulla possibilità di sostituire il Porcellum: «E’ singolare e incredibile l’ipotesi che un governo per l’ordinaria amministrazione possa varare un decreto sulla legge elettorale». Ma se il centrodestra chiede che si vada subito al voto, nella Lega invitano il Cavaliere a riflettere sulle reali possibilità di vittoria. «I falchetti del Pdl dovrebbero mostrare a Berlusconi un sondaggio con Renzi e forse la fregola del voto passerebbe… » scrive su twitter il senatore leghista Raffaele Volpi. Oggi intanto ci sarà la prima riunione al Quirinale e Napolitano affiderà ai due gruppi di studio indicazioni precise. Il primo argomento potrebbe essere l’aumento dell’Iva che è previsto a luglio. Il governo starebbe valutando misure alternative e il tavolo dei saggi potrebbe collaborare con l’esecutivo per studiare ricette economiche ad hoc, a partire dal fisco. Quel che è certo è che i gruppi di lavoro non potranno risolvere tutti i problemi. E ad esserne convinto è anche Filippo Bubbico (Pd) che è uno dei saggi del gruppo economico: «La politica deve tornare in campo,è questa la verità…».

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