Ora è ufficiale: Cagliari-Fiorentina si giocherà domani alle 15 in un Is Arenas ancora vietato ai tifosi, abbonati compresi. La decisione è arrivata pochi minuti fa dagli uffici della prefettura di Cagliari, dove si è tenuto il vertice tra il vicesindaco di Quartu Sant’Elena Fortunato Di Cesare e il prefetto Alessio Giuffrida. Scongiurato in extremis, dunque, il rischio di un nuovo trasloco al Nereo Rocco di Trieste. Intanto, nella consueta conferenza stampa pre-gara, non si è presentato davanti ai microfoni il mister Ivo Pulga, bensì il direttore generale Francesco Marroccu, che, contrariamente al suo stile solitamente pacato, si è lasciato andare a un durissimo sfogo (clicca QUI per vedere il video della conferenza stampa): “Credo che con quello che è successo in questi due giorni la figura che sta facendo l’intera Sardegna è vergognosa. Stiamo riuscendo ad essere additati come una regione le cui istituzioni non riescono a trovare un accordo nemmeno per aprire uno stadio a 5mila persone, una situazione da campionato dilettanti. Quello che è successo in questi gioirni rende ufficiale il disegno che porta a non voler fare decollare questa squadra di calcio. Abbiamo riscontrato difficoltà con tutti gli enti e con tutte le istituzioni. Dai Vigili del Fuoco alla ASL ogni volta ci hanno detto che c’era un problema diverso. Non ci sono problemi in realtà, probabilmente il problema è lo stesso Cagliari. Un domani sarà il problema iscrivere il Cagliari al campionato, perchè senza un campo non si può neanche iscriversi alla Serie A. Ci hanno definito incompetenti a livello Nazionale. Quest’oggi abbiamo toccato il minimo storico della nostra storia. Non è possibile dire che il campionato del Cagliari sia stato irregolare. La gestione dello stadio non si può altro che definire singolare. L’immagine che stiamo dando è di inadeguatezza rispetto ad un campionato professionistico. I tifosi? Sono gli unici a non avere bisogno di consigli. Hanno sempre dimostrato di essere la parte buona della Sardegna. Purtroppo sono stati danneggiati dalle istituzioni, non so come avrebbero reagito i tifosi di altre squadre in un’altra città”.

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