Una spedizione punitiva, organizzata con cura e con un unico fine: uccidere. Ne sono convinti i poliziotti della Questura di Perugia, che stanno cercando di fare luce sull’omicidio di Alessandro Polizzi, il 24enne ammazzato martedì notte mentre dormiva nella casa di via Ettore Ricci, in zona Bellocchio, dove conviveva con la fidanzata ventenne Julia Tosti. Gli inquirenti si trovano davanti a un vero giallo, perché chi ha sfondato la porta alle 3 di notte e ha sparato due colpi di pistola aveva il volto coperto da un passamontagna e si è dileguato senza essere visto. L’unico elemento sul quale sono in corso gli accertamenti della Scientifica è la pistola con cui Alessandro è stato ucciso, una Beretta 34 calibro 9, che l’assassino, forse nella fuga, ha perso. L’arma, però, è un vecchio modello risalente a 79 anni fa e quindi potrebbe non essere registrata perché l’obbligo di dichiararla è stato introdotto solo successivamente. Al vaglio ci sono poi le immagini delle telecamere di una caserma della Guardia di Finanza a poca distanza dall’appartamento, che però non puntano sul portone del palazzo e di conseguenza potrebbero non aver ripreso l’omicida. Quello che è certo è che chi ha fatto irruzione in quella casa voleva certamente uccidere. Non è chiaro se il killer volesse far fuori tutti e due i fidanzatini e che non ci sia riuscito perché la pistola s’è inceppata quando l’ha rivolta verso Julia, o se il suo unico obiettivo fosse Alessandro.Ma certamente, dopo aver ammazzato il 24enne, si è accanito contro la ragazza, picchiata così violentemente con calci e pugni tanto da svegliare il vicinato, che ha dato l’allarme e costretto l’assassino a fuggire. Julia è rimasta a terra, sotto choc, e alla polizia ha detto di non avere la minima idea di chi possa essere l’uo – mo che in pochi minuti ha distrutto la suavita, portandogli via il suo amore. Si è salvata per miracolo ma già oggi potrebbe essere dimessa dall’ospedale, dove i medici l’hanno operata per estrarle il proiettile che l’ha raggiunta alla mano. Nello stesso nosocomio, da venerdì, è ricoverato l’ex fidanzato della giovane, aggredito, secondo la denuncia della sua attuale compagna, da Alessandro Polizzi, che lo avrebbe massacrato di botte davanti a una discoteca. Ieri la squadra mobile ha perquisito l’appartamento di Ponte San Giovanni in cui vive l’ex fidanzato, proprietario di uno studio di tatuaggi insieme ai suoi genitori. Sotto la lente dei poliziotti, che hanno sentito il ragazzo, proprio i litigi tra i due «rivali in amore», che più volte sarebbero arrivati ai ferri corti. Ma la pista passionale non è l’unica che in queste ore viene vagliata. Oltre agli amici e ai conoscenti di Alessandro e Julia, sono state raccolte le testimonianze dei familiari dei due, perché dalle indagini starebbe emergendo che l’unione dei fidanzati non era ben vista dalle rispettive famiglie e già nei mesi scorsi ci sarebbero stati dei dissapori tra i parenti dei ragazzi. Il papà di Julia, ieri, ha fatto sapere di essere «vicino ai genitori di Polizzi, che spero di incontrare quanto prima. Mi auguro che chi ha compiuto un simile massacro venga preso al più presto». Per il fratello della ventenne, Alex Tosti, «potevano essere due morti da piangere. Mia sorella Julia è salva per miracolo e non fosse stato per Alessandro non sarebbe più tra noi», ha detto. Intanto il delitto ha aperto le polemica. «Viviamo in una città violenta», ha commentato il consigliere del Pdl alla Regione Umbria, Maria Rosi, che ha chiesto «controlli più accurati» e l’intervento dei militari.

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