È una bomba ad orologeria. Il Sun lancia l’allarme senza mezzi termini, come è nel suo stile. Dalla Romania è in arrivo un tipo di tubercolosi resistente ai medicinali, e la porteranno le migliaia di immigrati che verranno a stabilirsi nel Regno Unito, quando nel 2014 verranno meno le restrizioni dell’Unione europea. Bucarest, infatti, è la capitale della tbc. Tanti i casi chenon vengono curati, la sanità romena non fa abbastanza per arginare quella che è diventata una vera e propria epidemia. Secondo i dati riportati dal tabloid, ogni anno in Romania si registrano 30-35 mila casi di tbc. Ma quelli che piu’ preoccupano sono un migliaio della cosiddetta variante multiresistente: contro quella i normali antibiotici non hanno alcun effetto. L’inchiesta si basa sul parere di alcuni medici che hanno condotto indagini in Romania. Fra questi Jonathan Stillo, secondo cui «siamo di fronte a un disastro con conseguenze devastanti ». Ma anche alcuni fra i maggiori ricercatori di Londra mettono in guardia. Come ha detto Alimuddin Zumla, dell’University College London: «Si deve agire al più presto per fermare questa bomba a orologeria». I medici britannici spiegano molto bene che per contrastare la tbc «killer» servono trattamenti che costano intorno ai 6-7 mila euro al mese: un cocktail di 16 medicinali. La sanità romena però spesso non si può permettere questi costi elevati, come denuncia il tabloid, che ha anche visitato il maggiore centro anti-tbc di Bucarest. La struttura è fatiscente e il sistema di ventilazione non ha funzionato per otto anni, si legge nell’articolo. Uno dei dottori spiega al giornalista del tabloid: «Non è come negli ospedali nel Regno Unito, sfortunatamente, ma è il meglio che abbiamo a disposizione». I pazienti sono «morti che camminano », che in molti casi si sono accorti della malattia solo quando era troppo tardi. E così possono averla trasmessa a persone che ora sono in giro per l’Europa. «Quando arriveranno sulla metropolitana di Londra sarà troppo tardi –ha detto uno dei medici sentiti dal giornale – Il contagio sarà difficile da fermare». I dati nel resto del mondo fanno paura. La tbc è ancora la seconda infezione killer dopo l’Aids. Oggi colpisce a livello globale 8,7 milioni di persone, provocando 1,4 milioni di morti, il 95% delle quali nel Sud del mondo. Qui è fra le prime tre cause di morte nelle donne fra 15 e 44 anni e nel 2010 è stata la responsabile di 10 milioni di orfani.Diverse le cifre nei Paesi industrializzati, dove la tubercolosi è molto meno comune e le cure più accessibili. In Italia si registrano 5- 6000 casi l’anno, il 10-15% dei quali in bambini e ragazzi. Nel Regno Unito, invece, tra il 2001 e il 2010 la tbc ha ucciso piu’ di 4800 persone. Una tale diffusione è stata favorita, secondo alcune ricerche, proprio dalla sovrappopolazione di alcune aree e dall’immigrazione. Londra, in particolar modo, nasconde al suo interno sacche a rischio. Un dato su tutti: la tubercolosi si manifesta il 73% delle volte in persone nate all’estero.

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