Un nuovo bagno di folla per Papa Francesco. In 250mila – molti di più della messa di insediamento svoltasi durante un giorno lavorativo il 19 marzo – hanno voluto partecipare alla celebrazione della Domenica delle Palme occupando non soltanto la piazza ma anche via della Conciliazione. Chi si è svegliato presto è potuto «stare» con Papa Francesco dalle 9.25 fino a poco prima di mezzogiorno, partecipando alla celebrazione della messa e assistendo ad un breve Angelus e ad un lungo giro della piazza del Pontefice a bordo della jeep. Molti romani, e parecchi abitanti dei comuni che cingono la Capitale, sono invece arrivati giusto qualche minuto prima del consueto orario in cui si tiene l’Angelus ovvero mezzogiorno,ma Papa Francesco proprio allora, dopo essere rimasto per oltre due ore in piazza, si era appena ritirato. Ma per quanti avevano sfidato la fila di via della Conciliazione era incomprensibile il fatto che Papa Francesco non si affacciasse dall’appartamento papale, attualmente libero visto che il Pontefice vive ancora nella Casa di Santa Marta. Centinaia di persone sonocosì rimaste per oltre 40 minuti ad invocare l’affaccio tanto che, per favorire l’afflusso, dai 4 maxi-schermi collocati in piazza San Pietro, e il quinto in piazza Pio XII, è apparsa un’insolita scritta: «Il Santo Padre ha recitato la preghiera dell’Angelus al termine della Santa Messa». Ma ciò non è bastato a scoraggiare i tanti che speravano in una «sorpresa» di Papa Francesco. E così c’è chi si è accomodato sulle sedie, chi ha scelto di suonare le chitarre, chi i tamburi edun gruppo di ragazzi napoletani si è messo anche a ballare nell’attesa della sperata sorpresa. Intanto in via della Conciliazione erano già state rimosse le transenne e gli spazzini stavano pulendo la strada. Soltanto dopo un’ora i fedeli si sono arresi ed hanno abbandonato la piazza, ma mentre defluivano era tutto un vociare su quello che consideravano un«mancato affaccio» del Pontefice. Alla moltitudine di fedeli che ha invece partecipato sin dall’inizio, Papa Francesco ha regalato sì l’abbraccio spirituale ma anche l’abbraccio «fisico »: stringendo mani, baciando bambini, accarezzando portatori di handicap ed in molti casi interloquendo con alcuni e ad altri facendo gesti, il più acclamato quando il pontefice è sceso dalla jeep. Un rapporto tra il Papa e i suoi fedeli sempre più stretto ed anche sempre più «fisico» con quest’ultimi che rispondevano correndo dietro la piccola jeep, innalzando ramoscelli d’ulivo, palme, e a volte, tentando di avvicinare pericolosamente all’auto del Papa i propri figli. Una folla composta sì da tanti stranieri – molto numerosi i giapponesi – ma soprattutto da tante famiglie romane e laziali che volevano «vedere dal vivo» Papa Francesco. «Non lasciatevi rubare la speranza, per favore, non lasciatevi mai rubare la speranza ». Portate la «gioia» di Cristo «in tutto il mondo, fino alle periferie ».Non fatevi illudere dalla «sete di denaro»: «nessuno lo può portare con sè, il denaro lo deve lasciare». «La mia nonna – racconta il Papa – ci diceva “bambini, il sudario non ha tasche”». E ancora, «gioia, croce, giovani». E prima: «ricordo quello che Benedetto XVI diceva ai cardinali: siete principi, ma di un Re crocifisso ».

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