Come si costruisce una strega nel Duemila e come la si getta in pasto alla gente. La strega è Amanda Knox, accusata con il fidanzato Raffaele Sollecito di aver assassinato, il 1° novembre 2007, Meredith Kercher durante un’orgia a base di sesso, sangue e stupefacenti. Quattro anni di carcere, sofferenze e una condanna a 26 anni prima dell’assoluzione con formula piena in Appello. LA SUA BELLEZZA ? UNO SVANTAGGIO «Amanda era la strega perfetta: americana, giovane, bella, disinibita, dissoluta, peccatrice, infida, dedita ad ogni vizio e ad ogni eccesso, dal sesso agli stupefacenti e soprattutto capace di dominare il maschio, di farne uno strumento nelle sue mani. Ricordate come Giulia Bongiorno, nella sua arringa, definì il “maschio” Raffaele Sollecito? Un allegato di Amanda», dice Mario Spezi, giornalista e scrittore fiorentino che ha pagato a caro prezzo il suo giornalismo investigativo sui delitti del Mostro di Firenze: 23 giorni di carcere con l’accusa di essere stato uno dei mandanti degli omicidi delle coppiette. Poi, un anno fa, il proscioglimento da ogni accusa. Adesso Amanda e Raffaele contano le ore che li separano dall’ultimo appuntamento con la giustizia: il 25 marzo si pronuncerà la Corte di Cassazione. Sapranno se saranno finalmente due ragazzi innocenti oppure se ricomincerà il calvario perché il processo d ’Appello dovrà essere rifatto. Amanda sembra non avere dubbi. «CONTRO DI LEI UNO STILLICIDIO CHE HA INFLUITO SULLE PERSONE» Per il 30 aprile ha già fissato due appuntamenti: la sua prima intervista in esclusiva per l’emittente televisiva Abc e il lancio del suo libro Waiting to be heard («Aspettando di essere ascoltata»). Ma intanto la «strega» diventa oggi l’ultima fatica letteraria di Mario Spezi in Langelo dagli occhi di ghiaccio che sarà ———————————— di Giangavino Sulas in libreria a fine marzo ma solo in Germania, perché gli editori italian i e quelli americani non lo hanno voluto stampare. RITUALI OSCENI E RITI SATANICI Lasciatasi alle spalle la drammatica esperienza del Mostro, Spezi con il suo amico Douglas Preston, scrittore americano impegnato anche lui nella controinchiesta sui delitti di Firenze, in questo libro non raccontano solo la lunga vicenda giudiziaria di Amanda e Raffaele ma stabiliscono un inquietante collegamento fra l’inchiesta sul Mostro di Firenze e l’omicidio di Meredith. Due inchieste condotte dallo stesso Pm, Giuliano Mignini: «Con gli stessi argomenti», scrivono Spezi e Preston. «Rituali osceni, riti satanici, orge di sesso e sangue, omaggi a Satana, come aveva predetto una “santona” che, con le sue rivelazioni, aveva dato un contributo importante al magistrato nelle indagini sul Mostro». «L’aveva intuito anche Raffaele Sollecito che pochi giorni dopo la sua assoluzione mi confidò: “Ho capito benissimo che la mia storia è stata solo l’apice di quella di Mignini e dell’indagine perugina sul Mostro di Firenze”», rivela Spezi. Che aggiunge: «Senza l’antefatto del Mostro non si capisce fino in fondo cosa sarebbe avvenuto a Perugia nei q uattro anni successivi. Un antefatto che aprì le porte dei trib u n a li a una nuova versione dell’antica caccia alle streghe». PESANTI MINACCE PER AVERLA DIFESA Ma come è stata costruita la «strega Amanda»? Spiega Spezi: «Con uno scientifico stillicidio di notizie a senso unico iniziato poche ore dopo il suo arresto. Non dimentichiamoci che quattro giorni dopo gli inquirenti annunciarono: “Il caso è chiuso”. Oggi sappiamo che nessuno di loro è colpevole. Ma in primo grado Raffaele e Amanda furono condannati. E l’opinione pubblica era colpevolista. Per loro fortuna i giudici dellAppello fecero fare una nuova perizia scientifica e il risultato per l’Accusa fu uno tsunami: “Tutti gli accertamenti tecnici svolti prima non sono attendibili”, stabilirono i nuovi periti. Malgrado ciò fuori dal Tribunale la sera dell’assoluzione centinaia di persone accolsero la sentenza urlando: “Vergogna”. Evidentemente erano manipolati da una falsa informazione. Per loro la strega doveva finire al rogo. Tutti i mezzi di informazione diedero il massimo risalto all’assoluzione ma ben pochi indagarono sul perché era avvenuta una storia tanto grave. E ancora oggi in America chi osa difendere Amanda rischia addirittura l’incolumità. Ne sa qualcosa il mio amico Preston che sul suo blog riceve spesso pesanti minacce».

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