Chissà come reagirà il suo compagno, Andrea Pezzi, quando in Amiche da morire, in sala da questa settimana, la vedrà nei panni di una bionda svampita che uccide suo marito. «Ovviamente non ho mai fatto fuori nessuno!», dice Cristiana Capotondi, «Olivia è molto lontana da me e mi ha divertito interpretarla, proprio perché, ogni tanto, è giusto anche sperimentare situazioni e caratteri che non ci appartengono ». Ci tiene a precisarlo, l’attrice, presentando a Roma il film diretto da Giorgia Farina, con Claudia Gerini e Sabrina Impacciatore: le vedremo finire nei guai, rischiare la pelle e aiutarsi a vicenda nella cornice di un’isoletta dell’Italia del Sud. Ma Vero ha scoperto che… Cristiana: «Mio marito? Lo uccido» In Amiche da morire ti vediamo alle prese con un ruolo differente da quelli che hai interpretato finora… «In effetti si tratta di I un personaggio molto diverso rispetto a quelli che avevo finora portato in scena. E infatti anch’io all’inizio ero un po’ preoccupata per questa cosa…». Come mai? «Il fatto è che proprio non riuscivo a vedermi nel ruolo di Olivia…». Poi, però, ti sarai ricreduta… «Devo ammettere che alla fine il risultato mi ha completamente soddisfatto, nono stante io sia una a cui capita puntualmente di voler rigirare ogni film che faccio, ma solamente per poterlo rifare meglio. Per il resto, credo che il bello di questo mestiere stia proprio nel poter dare vita a personaggi sempre diversi, cosicché anche il pubblico ogni volta ti percepisce in maniera differente». In scena reciti in dialetto siciliano… «Sì! L’ho recuperato da due mie precedenti esperienze al cinema: La mafia uccide solo d ’estate di Pierfrancesco Diliberto e I Viceré di Roberto Faenza. Anche se in questo caso ho dovuto decisamente cambiare il tono della mia voce, visto che la caratterizzazione del personaggio di Olivia lo richiedeva. Alla fine parlo come un paperino!». Coni’è andata con Claudia Gerini e Sabrina Impacciatore? «Benissimo, tra noi c’è stata sempre molta complicità. Ognuna era concentrata sul suo personaggio, ma allo stesso tempo non si tirava certo indietro quando si trattava di esprìmere considerazioni o dare consigli alle altre. E poi con Claudia e Sabrina è stato uno spasso: sul set non facevamo che prendere in giro Puna i personaggi dell’altra. Olivia, Crocetta e Gilda erano personaggi del tutto differenti tra di loro, ma credo sia stata proprio questa loro diversità ad unirle e a renderle così complici». Tu ci credi nell’amicizia femminile? «Ci credo se c ’è un obiettivo in comune da raggiungere. Personalmente non ho amicizie basate sul doversi incontrare al bar per chiacchierare o consolarsi a vicenda. Al contrario, mi piace instaurare amicizie femminili improntate su un progetto condiviso, dove le differenti caratteristiche di ciascuna diventano un punto di forza e non c’è posto per inutili invidie». Tornando ad Amiche da morire, il tuo personaggio si sbarazza del marito uccidendolo. Chissà che avrà pensato il tuo compagno quando ha visto il film… «Beh, il mio compagno… non ha ancora visto il film!». Sabrina è un bruno anatroccolo… sexy! Passiamo la parola a Sabrina Impacciatore, che il grande pubblico ha conosciuto nel ruolo di Livia, la moglie (sul set) di Giorgio Pasotti, ai tempi de L ’ultimo bacio (2001), e poi in Baciami ancora (2010). L’attrice romana in Amiche da morire ha la parte del “brutto anatroccolo”: Crocetta, il suo personaggio, dimostra però che si può essere belle anche senza trucco e senza tacchi. E lei racconta a Vero irresistibili aneddoti legati alle riprese con Cristiana Capotondi e Claudia Gerini, e anche qualche aspetto curioso legato alla sua vita privata… Sabrina, che esperienza è stata per te Amiche (hi morire? «È stata una sfida: dimostrare che le donne possono anche essere protagoniste di una bella commedia, e non solo dar vita a figure ornamentali come “la moglie di”, “la fidanzata di” e via dicendo… Finalmente portiamo in scena delle donne viste e descritte in chiave moderna, che si scatenano, fanno ridere e che si affrancano dalla figura maschile. Ecco, l’auspicio sarebbe quello di dar vita a un filone tutto al femminile con me, Cristiana e Claudia pioniere di questo nuovo genere cinematografico…». {(Vi seduco senza tacchi e trucco» Dì la verità: con Cristiana Capotondi e Claudia Gerini c’è stata un po’ di competizione sul set? «No, nessuna competizione: ciascuna di noi ha talmente amato il proprio personaggio che alla fine ci siamo aiutate a vicenda. Io e Claudia ci conoscevamo da tanto tempo, mentre con Cristiana all’inizio ci siamo studiate, osservate, anche scontrate, seppure non in maniera diretta, ma poi ci siamo tanto piaciute. Beninteso, la lavorazione del film è stata molto faticosa, ma poi è stata compensata dal fatto che ci siamo divertite un mondo, e la nostra complicità ha sicuramente fatto la differenza». Il fatto di aver dovuto vestire i panni del brutto anatroccolo del trio un po’ ti è dispiaciuto? «Ero un po’ preoccupata all’inizio, ma poi questo film si è rivelato… terapeutico!». Come mai? «Perché dopo qualche giorno, dall’inizio delle riprese mi sono resa conto che, pur essendo il brutto anatroccolo, senza trucco e senza tacchi riuscivo comunque a sedurre tantissimo. E a quel punto mi sono resa conto che così, al naturale, le cose funzionano anche meglio. E poi ho così adorato il personaggio di Crocetta, le sue scarpe basse, i suoi calzettoni e tutto quello che la fa sembrare una donna che non è stata mai toccata da un uomo, che l’ho trovata bella così com’è. Senza dimenticare che anche Crocetta nel film avrà il suo riscatto». «Ok, Ito la gobba sul naso, però…» In che modo? «Trasformandosi in una donna ben più affascinante di quello che crede di essere. In Italia le donne, per apparire sexy, devono aderire a un canone di bellezza un po’ stereotipato, e io, avendo una gobba sul naso e non avendo una quarta di reggiseno, non vengo percepita come tale. Questo solo nel cinema perché, grazie a Dio, nella vita faccio furore! Scherzi a parte, ci voleva l’occhio di una donna, la regista del film Giorgia Farina, per capire che anche io posso essere sexy…». ule paure? Bisogna scherzarci sopra» Anche nella vita di tutti i giorni fai comunella con le altre donne? «Sì, io investo tantissimo nell’amicizia e nella complicità femminile, perché mi aiutano a vivere meglio. Quando non lavoro e mi ritrovo con le mie amiche mi capita di dimenticare quello che succede nel resto del mondo e di esorcizzare tutte le mie paure, ironizzando su tutto quello che mi fa soffrire».

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