«Dasiciliano che la mafia la vive sulla sua pelle, se anche uno solo dei senatori che ha votato per Grasso andrà via dal parlamento, per quel che vale, il M5S perderà il mio voto in futuro». Firmato Fabrizio L., Catania . La base si divide, sono migliaia i post sul web degli elettori del M5Sdopo l’elezione di Grasso. «A casa i senatori che hanno tradito gli elettori! Stiamo facendo un percorso difficile per cambiare L’Italia e invece ci troviamo a fare i conti con questi senatori traditori, si sapeva che qualcunononera così affidabile ora vediamo dove vanno questi signori… Evidentemente bisogna prestare più attenzione alle liste dei candidati» attaccaUmberto A. di Genova «Tanti attivisti del M5S come me pensano che sia molto meglio Grasso (persona integerrima di cui nessuno può mettere in dubbio l’onesta) che Schifani, non esiste il paragone. Questo non significa che chi lo ha votato ha fatto il bene del M5S, prestando il fianco ai tanti detrattori e finti attivisti che scrivono anche su questo blog solo per disgregarci» è il commento di Calogero Davide Bongiorno, diPalma di Montechiaro. «Ho votatoM5Se non mi sento affatto tradita dai Grillini che hanno votato Grasso, anzi mi avvilisce il commento di Grillo, inutile e polemico» critica Giovanna. «Unodegli obiettivi delM5Sè spazzare via la partitocrazia,votare candidati dei partiti significa sconfessare questo credo. Chi vuole davvero bene a questo paesenonsi lasci ammaliare dai professionisti della politica chehannoportato questo paese allo sfascio» scrive Filomena b. E c’è chi richiama all’unità: «Ragazzi, al di là del voto più o meno giusto a Grasso, quello che non va bene è che non c’è stata chiarezza. Se c’era la paura che potesse vincere Schifani perché non si sapeva cosa avrebbero votato i Montiani, o tutti i grillini votavano Grasso o nessuno. Fa male la spaccatura non tanto il voto a Grasso. E’ il primo segno di debolezza e ne approfitteranno statene certi. Era meglio a questo punto che tutto il gruppo votasse per Grasso ».Simone Maccanti, Pisa Molto duro Giuliano Baldini di Modena: «Il post è chiarissimo. La regola è questa: “Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S”. In queste votazioni il senatore doveva far valere il proprio pensiero. Se fosse stato in minoranza si doveva adeguare alla maggioranza.Il resto, il voto in aula parlamentare, non è stato dettato dalla coscienzamada un menefreghismo totale per chi li ha votati, oppure da idiozia conclamata».

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