Ma si può cominciare il Mondiale in un modo più disastrato e dilettantesco? Daun lato c’è la pista che si allaga e rende impossibile girare in condizioni in cui, altrove, si sarebbe potuto fare. Dall’altro, pioggia a parte, non funzionano i pannelli luminosi che affiancano i commissari di pista. Dall’altro ancora si scopre che le strisce bianche di circolazione (il tracciato dell’Albert Park è in parte aperto al traffico per il resto dell’anno) sono state coperte con un bitume che le ha rese ancora più scivolose col bagnato, causando incidenti a raffica. E in tutto questo non si trova nulla di meglio che rinviare il secondo e terzo turno di qualifica della prima gara iridata 2013 a poche ore dalla partenza del gran premio. Col risultato che questo GP d’Australia sarà ricordato come la gara delle due pole position. Una quella di ieri, che ha visto Nico Rosberg e la Mercedes precedere Alonso con la Ferrari, l’altra quella che si è disputata nella notte italiana. Commenta Rosberg: «Peccato che siano state bloccate le prove, perché anche con l’acqua forte sarei stato al comando sino alla fine». Niki Lauda, che ora è il suo capo ma nel 1976 perse il titolo ritirandosi nel diluvio del Fuji, la mette sul pratico: «Bene o male il sabato di Melbourne si è chiuso con una Mercedes davanti. A me va molto bene». Caos&botti Sono state prove caotiche, con la pioggia che si è fermata a 5’ dalla fine del primo turno, il cosiddetto «Q1». Ed è stata una corsa a montare gomme intermedie. Chi ha intuito in anticipo che si poteva tentare è stato Jenson Button (come sempre scaltrissimo nelle condizioni più critiche), poi sono seguiti gli altri. Nel caos è uscito imperioso Rosbergma si è difeso benissimo Alonso. E che dire di Massa che aveva sbattuto all’inizio, rompendo il muso della macchina, e poi è tornato in pista al momento decisivo per ottenere il sesto tempo? Brava la Ferrari a far uscire i piloti dal box nei frangenti giusti, ma Felipe ha spiegato il suo incidente, puntando il dito sulle famose strisce nere: «Sono state quelle a farmi sbandare, altrimenti la macchina sarebbe stata in strada. Un pericolo di cui non si sentiva il bisogno». Poco prima era toccato a Hamilton sbattere lievemente col posteriore, perdendo il controllo della Mercedes. Poi Lewis si è riscattato con il 10o tempo. Bene Vettel 7o, ma più lento di Webber(5o) in un rush concitato con tanto traffico in pista che ha rallentato Raikkonen (11˚). Dopo di che la pioggia è aumentata d’intensità e il direttore di gara, dopo due rinvii di mezz’ora, ha dato lo stop definitivo: erano le 18.30 locali, cominciava a mancare la visibilità. A questo punto è giusto chiedersi come la Fia, che verifica i circuiti prima dei gran premi, non si sia accorta della scivolosità della «vernice ». E non abbia intuito che gli avvallamenti sull’asfalto con la pioggia si sarebbero trasformati in insidiosissime pozze da aquaplaning garantito. Pannelli Ma la cosa forse più grave è il k.o. del sistema che gestisce i pannelli-bandiera indispensabili quando la visibilità è limitata, il cui software controlla anche l’autorizzazione all’uso del Drs. Sino allo scorso anno questi delicati congegni erano curati dalla ditta italiana (la EM Motorsport) che li aveva progettati, facendoli sempre funzionare con la massima perfezione. Poi per misteriosi motivi e senza un appalto, la commessa è passata alla Riedel tedesca che si è avvalsa di un sistema di comunicazioni realizzato con una delle branche industriali della McLaren. Ed è arrivata la figuraccia nel giorno in cui si è avviato (permododi dire) il Mondiale. Inconcepibile, in uno sport che si vanta di rappresentare il top della tecnologia. Prima Le prove ufficiali in due giorni hanno un precedente: i primi 6 GP del 2005 (un giro lanciato al sabato e uno domenica mattina, poi somma dei tempi): ma non era ancora capitato con la nuova formula che le tre fasi si tenessero in giorni diversi. Poi ci sono stati due GP del Giappone a Suzuka in cui le qualifiche si sono tenute tutte la domenica mattina, complice l’annunciato arrivo di un tifone (2004) e una pioggia torrenziale (2010). Da adesso nella statistica dei rinvii c’è anche Melbourne…

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