Google ha patteggiato mezzo miliardo di dollari — una cifra astronomica pari a circa il 6% dell’intero profitto 2010 — per chiudere un’inchiesta del governo Usa sulla pubblicità online di alcune farmacie canadesi che hanno venduto illegalmente i loro prodotti ai cittadini americani tra il 2003 e il 2009. Si tratta di farmaci che in territorio Usa potevano essere venduti solo dietro prescrizione medica, un obbligo che le farmacie canadesi riuscivano a dribblare proprio tramite la potenza di fuoco del motore di ricerca. Secondo il procuratore i vertici di Google avrebbero conosciuto già dal 2003 il meccanismo «automatico» che permetteva l’import illegale ma non avrebbero fatto nulla per frenarlo visto il giro di affari. Il mezzo miliardo sarebbe pari agli introiti di Google per le pubblicità più quelli ottenuti dalle farmacie. L’accusa ha messo in serio imbarazzo i vertici dell’azienda, fino a oggi accusata al limite di non rispettare la privacy, tanto che il gruppo ha riconosciuto l’errore. Il caso, oltre che per la cifra, è interessante perché permette di comprendere ancora più a fondo i meccanismi alla base di AdWords che avrebbero permesso alle farmacie di violare le leggi federali. Grazie al meccanismo automatico che non ha nessuna controparte umana le farmacie potevano pubblicizzare i propri prodotti, magari usando dei termini simili ma non corretti come parole chiave, in maniera tale che apparissero quando gli utenti si informavano.

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