Nella Grande Mela per addentare la Mela, quella made in Cupertino. Samsung si prende due luoghi simbolo di New York—il Radio City Music Hall e Times Square — per mostrare al mondo e alla rivale Apple il suo smartphone Galaxy S4. È la nuova versione di un modello (Galaxy S3) che nel 2012 ha venduto 40 milioni di pezzi in 7 mesi. È stato uno dei più grandi eventi della tecnologia di sempre: 1.300 giornalisti accreditati nel maxi-teatro di Manhattan che ha ospitato Sinatra, Roger Waters e molte altre stelle. A Times Square invece i newyorkesi e i turisti hanno poi potuto toccare con mano il Galaxy S4. Uno smartphone con uno schermo più grande dell’S3 (5 pollici contro 4,8) ma dimensioni pressoché identiche. Anzi è anche più sottile del suo predecessore. I colori tornano ai classici nero e bianco (niente più blu). Componenti hardware ancora più veloci e potenti, ma soprattutto una serie lunghissima di nuove funzioni «smart» e «social» per agevolare la vita degli utenti. Tra le chicche diverse novità per controllare il dispositivo senza toccare lo schermo, ma solo con gli occhi. Smart Pause (pausa intelligente) interrompe la riproduzione di un video se l’utente allontana lo sguardo dal display. Smart Scroll (scorrimento intelligente) permette di muoversi su o giù nelle pagine web o tra le email rilevando occhi e movimento del polso. Air View mostra un’anteprima di vari contenuti avvicinando il dito allo schermo. Air Gesture fa rispondere a una chiamata con un gesto. Altre novità puntano a trasformare lo smartphone in un coltellino svizzero. E così il Galaxy può diventare un telecomando, un lettore ottico di biglietti da visita, un traduttore istantaneo. Ma anche un monitor per la forma fisica grazie a una serie di sensori (battito cardiaco, pressione, etc) da acquistare a parte. Tutte funzioni la cui efficacia andrà testata sul campo: domani, nelle pagine di tecnologia del sabato, vi racconteremo una prima prova del Galaxy S4. Innovazioni segno dello sforzo di Samsung nel continuare il serrato corpo a corpo con Apple. Spostando il focus dell’attenzione dai semplici progressi tecnologici alle capacità del telefono di aiutarci nelle attività quotidiane. Un cavallo di battaglia del concorrente. Concetti più comunicabili al largo pubblico, stregato da questi oggetti: l’anno scorso sono stati venduti nel mondo 700 milioni di smartphone. Il 30% circa Samsung, il 19% Apple. Con i coreani che ora vogliono segnare un gol in casa del rivale californiano, sempre leader nello strategico mercato statunitense. Quella di Samsung con l’S4 è stata una calata in forze nella città in cui Apple ha uno dei suoi templi più riconoscibili, il negozio dall’immenso cubo di vetro sulla Quinta Strada. All’S4, che in Italia arriverà a inizio maggio a un prezzo (ufficioso) di 699 euro, Apple risponderà più avanti nel corso dell’anno. Si parla di un iPhone più grande e anche di un modello low cost. Il «melafonino » continua a vendere benissimo (43,5 milioni di pezzi negli ultimi tre mesi dell’anno scorso, un record) ma alla vigilia dell’evento Samsung, Phil Schiller, l’uomo del marketing Apple, si è scomodato a parlare con alcuni media Usa. Non ha citato il nuovo Galaxy ma ha ribadito di essere convinto che Android, il sistema Google usato anche dai coreani, «non dà un’esperienza d’uso buona quanto l’iPhone ». Forse un po’ di nervosismo serpeggia dalle parti di Cupertino.

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