«Non siamo una Ong. Chi non prega Dio, prega il diavolo». Dall’altare parla a braccio in italiano come spesso facevano i suoi predecessori Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Francesco ha celebrato ieri pomeriggio la messa nella Cappella Sistina con i cardinali. E lancia molti messaggi, forti e chiari. Non usa giri di frase, tira in ballo il diavolo, citando una frase di Leon Bloy (scrittore cattolico non convenzionale) riferita a quando non si confessa, non si riconosce Gesù Cristo: «Chi non prega il Signore, prega il diavolo» perchè, ha spiegato, «quando non si confessa Gesù Cristo si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio». Spiega che la fede è il centro di tutto, da cui si irradiano la carità e la misericordia, altrimenti tutto è solo solidarismo, buona azione. Spiega che la Chiesa si costruisce in tre grandi «movimenti », ossia «camminare, edificare, confessare». Ha anche dimostrato di voler essere un Papa mariano, come Wojtyla che consacrò alla Madonna il proprio pontificato («Totus tuus»): dopo essersi affacciato da San Pietro Francesco ha annunciato il primo, irrinunciabile appuntamento nel suo nuovo ruolo da Pontefice: la preghiera alla Vergine. E dunque ieri, di buon mattino, poco dopo le otto, è arrivato nella basilica mariana di Santa Maria Maggiore. Con lui c’era, tra gli altri, monsignor Georg Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia, al fianco del nuovo pontefice come richiesto dal suo incarico. Quella di papa Bergoglio a Santa Maria Maggiore è stata una visita privata – ha spiegato in seguito il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi – in un luogo particolarmente significativo per i gesuiti: oltre all’ico – na di Maria «Salus Populi Romani », custodita nella cappella Borghese, davanti a cui si è fermato una decina di minuti in preghiera silenziosa, la Basilica dell’Esquilino ospita anche l’altare su cui sant’Ignazio di Loyola, il fondatore dei gesuiti, ha celebrato la sua prima messa. Nella basilica Francesco si è fermato anche brevemente in preghiera anche davanti all’al – tar maggiore, dove secondo la tradizione è custodito un frammento della mangiatoia in cui venne deposto il bambino Gesù, e davanti alla tomba di San Pio V, nella cappella Sistina. Poi nel pomeriggio davanti al Giudizio Universale di Michelangelo, papa Bergoglio ha commentato il Vangelo della messa, tratto da Matteo e ha parlato della professione di fede di Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Nell’omelia ha rivolto ai cardinali un severo monito: «Noi possiamo camminare quanto vogliamo, possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo a Gesù Cristo, la cosa non va». «Diventeremo», ha avvertito il nuovo Papa, «una Ong pietosa ma non la Chiesa, sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno i castelli di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza». E ancora: «Camminare sempre, alla presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella irreprensibilità che chiede Dio». Prossimi appuntamenti, l’incontro di domani con i cardinali e sabato con i giornalisti, quindi l’An – gelus domenica e martedì – alle 9,30 – la messa di inaugurazione del Pontificato con le delegazioni di tutto il mondo. Non c’è stata la visita a Benedetto XVI, che qualcuno aveva già previsto, che sarà fatta – ha riferito padre Lombardi – prossimamente, ma non nell’im – mediato. A proposito di viaggi, magari un po’ più lunghi di quello fino a Castel Gandolfo, sempre secondo padre Lombardi «i Papi da quando viaggiano sono sempre andati nei loro paesi, lo hanno fatto Giovanni Paolo II nove volte e Benedetto XVI tre volte, quindi è presumibile che il nuovo pontefice si rechi presto in Argentina, ma quando e come lasciamolo stabilire a lui».

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