Stanco di essere trattato come un perdente in cerca di una zattera cui aggrapparsi, Bersani conferma l’intenzione di provare a fare un governo di cambiamento e accusa Grillo, che non vuole accordi, di pensare solo al suo personale tornaconto. «Un novello principe in formazione non è mai sazio. Vuol tenersi le mani libere non per l’italia, ma per qualcosa che si chiama potere. Noi, invece, facciamo l’inverso. Quel tanto di potere che abbiamo lo mettiamo al servizio di questo paese e cerchiamo una strada. Perché da soli non ce la facciamo. Ma neanche gli altri ce la fanno…» spiega il segretario del Pd, che non deve fare i conti solo con il M5S,maanche conMatteo Renzi. Il pomo della discordia riguarda il dossier sugli «sprechi» del Pd, messo a punto dal sindaco di Firenze, che ieri ha invece venduto il camper delle primarie e donato i 30mila euro ricavati alla Fondazione Bacciotti per la cicerca sui tumori infantili. Maanche la decisione di Bersani di cercare fino alla fine i voti del M5S. Un metodo, quello dello scouting, che Renzi non condivide neanche un po’: «C’è chi tenta di risolvere l’impasse istituzionale in cui siamo con una trattativa fino all’ultimo giorno molto molto discutibile ». La frase, che il sindaco pronuncia a margine dei lavori del consiglio comunale, rimbalza a Roma e fa andare su tutte le furie Bersani, che ha riunuito in un albergo a due passi da Montecitorio i neoeletti del Pd. «Non si diffonda l’idea che siamo qui a cercarci dei senatori e dei deputati. Non lo accetto. Tantomeno se viene da qualcuno di casa nostra. A noi interessano le posizioni politiche» spiega Bersani, senza citare Renzi che due sere fa ha invitato il Pd a non fare dei grillini i propri Scilipoti. Tra i due, insomma, è scontro aperto, la tensione sale alle stelle e il portavoce del sindaco, Marco Agnoletti prova a spegnere l’incendio: «Matteo non ha mai detto “da Pd trattativa discutibile”.Ha invece augurato ai suoi ex assessori neolettti in Parlamento di svolgere bene il loro lavoro lontano da manifestazioni folcloristiche e da trattative discutibili… ». Il tutto avviene nel giorno in cui Bersani incarica Luigi Zanda, Rosa Calipari e Davide Zoggia di contattare i gruppi (a cominciare daquello delM5S) per una intesa sulle presidenze di Camera e Senato. Il primo incontro tra i mediatori del Pd e gli esponenti del Movimento 5 Stelle si svolgerà oggi alle 15. «Una presidenza delle due Camereci spetta» spiegano diversi grillini, facendo capire che se gli verrà offerta sarà accettata. Ieri però Beppe Grillo con un Twitter ha lanciato un appello- provocazione per chiedere ai democratici di rinunciare ai rimborsi elettorali: «Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani firma qui! Meno parole e più fatti». A portare avanti l’offensiva ci pensano anche i capigruppo di Camera e Senato, Roberta Lombardi e Vito Crimi, che escludono un’intesa con il Pd («In Parlamento si dialoga ma l’accordo sulla fiducia non ci sarà») e ricordano ai neoeletti del Movimento che l’impegno sulla rinuncia volontaria a parte dello stipendio da parlamentare va rispettato. «Chi non rispetta ciò che ha firmato è fuori » avverte Crimi .

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