Se le sue volontà saranno rispettate, Larry Hagman verrà cremato e le ceneri sparse su un campo di frumento e marijuana. «Così—spiegava l’attore— un giorno si cucinerà una torta per 300 persone e tutte mangeranno un pezzo di me». Folle desiderio di immortalità degno del cattivo per eccellenza della tv, il J.R. Ewing di Dallas, vinto venerdì da un cancro alla gola: aveva 81 anni, due figli, un passato da alcolista, un fegato trapiantato per battere un altro tumore. E un centinaio di film e telefilm interpretati in mezzo secolo. Anche se tutti lo ricordano per il ruolo del diabolico petroliere del serial Dallas, cuore nero di una saga familiare nata nel 1978, densa di alcol, intrighi, colpi bassi e colpi di scena, in onda per 13 anni in 90 Paesi. E capace di radunare 83 milioni di americani per la puntata del 21 novembre 1980, in cui veniva svelato chi aveva cercato di uccidere proprio J.R. Eredità «Hagman ha dato vita a un antieroe che tutti amavano odiare—dice Leopoldo Damerini, autore del Dizionario dei telefilm —: non ha eredi, semmai ha dei cloni, vedi certi personaggi di una serie di oggi come Revenge. J.R. era un’icona degli Usa dei petroldollari di Ronald Reagan, ma è rimasto tale anche dopo». Nel 1981 Dallas segnò uno dei primi grandi successi di Canale 5 sulla Rai, «e divenne il simbolo dell’America cinica, straricca e favolistica, un sogno nell’Italia degli anni ’80 che cercava evasione». Cresciuto in una cittadina del Texas divenuta meta turistica, figlio di una stella di Broadway, ex produttore di show per i piloti Usa in guerra, Larry si è affermato in tv nel 1965 come astronauta con moglie “paranormale” in Strega per amore. Ha recitato al cinema, dal thriller sulla Guerra Fredda A prova di errore, con Walter Matthau, del 1964 a quello sui retroscena della politica I colori della vittoria, anno 1998, con John Travolta. È comparso in Desperate Housewives e Nip/Tuck, è finito nei Simpson e, nel 2012, è tornato con il sequel di Dallas, che ora andrà in onda anche senza di lui ma su Canale 5 ha fatto flop. Non sono più gli anni ’80. «Larry era un pifferaio che portava gioia», lo ricorda Linda Gray, ovvero Sue Ellen: lei e Patrick Duffy (Bobby) sono rimasti accanto all’amico fino alla fine. Naturalmente in un ospedale di Dallas. Quale eredità lascia Hagman? Unranch da emiri in California, alimentato a energia solare (bizzarro, per J.R.): ve lo assicurate per soli 6,5 milioni di dollari. In attesa della torta alla marijuana.

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