Acer Iconia Tab W700 Acer non sembra amare molto i “ convertibili”, cioè quegli strumenti in grado di fare sia da tablet sia da computer grazie a una tastiera sganciabile o ruotabile. Preferisce tenere i due mondi separati, come dimostra l’Iconia TAB W700. Esternamente, appare come uno dei tanti tablet Apple o Android, ma andando a spulciare fra le specifiche si trova qualche piacevole sorpresa. Come scoprire che lo schermo è un generoso m u ltitouch da 11.6” alla risoluzione di 1920×1080, un display decisamente più ampio rispetto ai tanti 7” e 10” che affollano il mercato. Ma Acer non si è voluta limitare a questo: andando ad aprire la scocca ci troveremo di fronte a una CPU Core I3 o I5 (a seconda del modello scelto), processore in grado di sprigionare una potenza di calcolo infinitamente superiore ai tipici tablet basati su architettura ARM, che già non sono disprezzabili in quanto a prestazioni. Non è finita qui: se alcuni tablet sono già dotati di porta USB, il W700 va ben oltre, offrendo sia la veloce e diffusa connessione USB 3.0, sia la più recente ma ancora rara interfaccia Thunderbolt, che oltre a trasferire dati a velocità impressionanti, può pilotare non solo periferiche di memorizzazione, ma anche monitor esterni, videocamere, sistemi di hard disk in RAID e via dicendo. Forse non si potrà trasformare in un PC con un gesto, come si fa con i Transformer di Asus, ma a tutti gli effetti basta una qualsiasi tastiera USB o Bluetooth per trasformarlo in un computer vero e proprio, senza alcun compromesso in termini di prestazioni o di versatilità. L’unica perplessità è il prezzo: Acer non ha ancora annunciato quello ufficiale, ma indiscrezioni arrivano a posizionarlo sopra i 1.200 euro. È vero che a tutti gli effetti sono due strumenti in uno, ma se tali voci fossero confermate, si rischierebbe di limitare la diffusione di un simile oggetto solo a quella nicchia di utenti disposti a spendere cifre molto elevate.

Nokia Lumia 920 Dopo aver abbandonato il suo sistema operativo Symbian, Nokia di certo non ha smesso di realizzare telefoni. Tutt’altro: si è alleata con Microsoft e si sono divisi i compiti, cercando di puntare sulle capacità di ogni azienda. Abbiamo quindi l’azienda di Redmond che fornisce il software, ovviamente Windows Phone 8, e quella finlandese che si dedica alla sezione hardware, che è di tu tto rispetto. All’interno del Lumia 920 troviamo infatti un SoC (System on a Chip) Qualcomm MSM8960 Snapdragon fu n z io nante a 1.5 GHz (lo stesso che monta il Galaxy S3 di Samsung) e 1 GB di RAM, mentre lo spazio per le applicazioni e il sistema operativo è di 32 GB. Lo schermo è piuttosto generoso coi suoi 4.5″ e la risoluzione di 1280×720, Anche la connettività è totale, compreso il recente standard LTE, che in Italia sta muovendo i primi passi. La peculiarità su cui Nokia punta maggiormente è però la macchina fotografica: è infatti montato un sensore da 8.7 MegaPixel capace di scattare immagini a una risoluzione di 3264×2448 attraverso un’ottica Carl Zeiss, decisamente migliore di quelle (già molto buone, invero) utilizzate sugli iPhone. Le funzioni di antivibrazione e di autofocus dovrebbero aiutare anche i meno esperti a tirare fuori il meglio dalle potenzialità del sensore. Sono infine presenti tutte quelle funzionalità più o meno importanti di cui un telefono moderno non può fare a meno, dal GPS all’accelerometro passando per le comunicazioni NFC. Peccato per l’impossibilità di espandere la memoria con una scheda SD, ma fortunatamente la collaborazione con Microsoft non si è limitata all’utilizzo del sistema operativo: chi acquisterà un Lumia 920 potrà infatti contare su ben 7 GB di spazio su SkyDrive, il servizio di Cloud Storage di Microsoft.

HTC Windows Phone SX HTC ha fatto faville con alcuni modelli dedicati al mondo Android, in particolare quelli di fascia alta, che hanno fatto subito breccia nel cuore degli appassionati. Insieme a Nokia, la compagnia taiwanese è fra le prime a presentare sul mercato degli smartphone col nuovo sistema operativo di Microsoft. Fra i terminali annunciati, il più interessante è sicuramente il Windows Phone 8X, che sulla carta non ha nulla da invidiare ai prodotti più venduti di Apple e Samsung. Il processore dual core Qualcomm a 1.5 Ghz non ha problemi a gestire il generoso display da 4.3″ a 1280×720, e sebbene la memoria per le applicazioni sia limitata a 16 GB, è possibile espanderlo tramite un’economica scheda SD. È ovviamente dotato di sensori di movimento, prossimità e di luce, in modo da poter sfruttare le “gesture” che ormai diamo per scontate su un telefono di fascia alta, e naturalmente è compatibile con la sempre più diffusa tecnologia NFC (che sia la volta buona per renderla anche utilizzabile nelle nostre c ittà?). Per quanto riguarda le comunicazioni, supporta praticamente tutti gli standard, compreso il Wi-Fi a 5 Ghz, fatta esclusione per LTE: un limite che, almeno nel nostro paese, non è fastidioso, visto che ancora l’infrastruttura italiana non è pronta a sfruttarlo. Come prevedibile, è stata data una certa attenzione alla fotocamera, dotata di sensore a 8 MegaPixel e lente da 28 mm, che potrebbe giocarsela con quelle del Galaxy S3 e di iPhone 5, se la tecnologia HTC ImageChipsi rispecchierà le promesse fatte. Interessante anche il peso: tutta la tecnologia sopra citata è contenuta in soli 130 grammi, batteria inclusa. Anche il prezzo sembra competitivo: 549 euro non sono certo pochi, ma sono sempre meno dei 700 circa richiesti per gli smartphone attualmente sulla cresta dell’onda.

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