L’ 11 novembre sarò a Morbegno, il 14 all’Alcatraz di Milano. La sfida dei palazzetti è importante. E da un po’ che lavoro come una bestia a questo tour. Mi piacerebbe che fosse un’esperienza emozionale. Oltre alla parte aggressiva che la gente conosce di me, quella più rock, per intenderci, mi sto impegnando per tirare fuori quella più intimistica. E un percorso. La gente conoscerà la vera Emma: io voglio che il mio pubblico sia contento dei 30 euro che spende per venire a vedermi». D. Immagino che ci sia un percorso anche tuo dietro tutto questo. R. «Proprio così. Mi sto volendo più bene che in passato. Ho deciso di dedicare molto più tempo a me stessa, imparando ad ascoltarmi di più. Prima mica ragionavo così, lo sai? Fin da ragazzina ho fatto le cose solo per accontentare gli altri. Mi sentivo sempre in difetto, sempre inferiore. E mi stancavo, perché ero sempre costretta a fare il doppio». D. Cosa significa prendersi più cura di sé? R. «Starmene nella tranquillità di casa mia, dividere il mio tempo con le persone a cui voglio bene, cucinare per loro. Andare al cinema, a una mostra. Leggere. Adoro leggere. I miei comodini sono pieni di libri. In questo momento sto leggendo l’ultimo di Fabio Volo. E poi mi coccolo con le mie cremine. Io non mi metto il rimmel per andare al supermercato, ma non andrei mai a dormire senza le mie creme. Insomma, mi voglio un gran bene. Inoltre, quando proprio ho bisogno di fare il pieno di energie, piglio e tomo al paese. Io da là in realtà non sono mai andata via, in nessun altro posto mi sento capita e amata come nel paese dove sono nata e vissuta. I bambini, poi, quando mi vedono, mi fanno una festa incredibile.