Non riusciamo a immaginare per quale motivo chiunque potrebbe desiderare una difficoltà del genere, ma potete farlo, se il vostro lato masochista lo desidera. Detto ciò, tutti sappiamo che meccaniche ben bilanciate e un buon design non bastano, se la storia non è all’altezza. Fortunatamente, qui lo è: a tratti è quasi surreale, come se il gioco fosse ambientato in un universo alternativo popolato da assassini clonati, uomini d’affari con istinti omicidi e boss di organizzazioni segrete con arti cibernetici. La trama segue l’Agente 47 e rispetta la promessa fatta a un uomo morente di proteggere una ragazza sia dall’affarista che dal boss di cui sopra. In piena tradizione Hitman, questa è una semplice scusa per guidarvi attraverso livelli interessanti e originali. Comunque, li troverete realizzati con molta più cura che in passato, con tante scene d’intermezzo cinematiche piacevolmente recitate al posto di lunghi e noiosi briefing pieni di testo. Vi troverete spesso a denigrare i nemici e a sussultare perle esplosioni, e v’innamorerete di 47, l’eroe psicotico e spietato. IO, come si temeva, ha reso 47 più umano e legato a Victoria, ma solo lievemente, e non è un elemento di disturbo. Ora è dotato di quel tanto di personalità in più da giustificare le sue azioni, ma senza alterare l’essenza robo-assassina che conosciamo e amiamo. I livelli stessi sono eccellenti protagonisti, in un mondo oscuro e pieno di humour nero, simile all’America dei film di Lynch e pieno di criminalità, spionaggio e scienza malvagia. Ovunque siate, è un piacere anche solo respirare quest’atmosfera. Alcuni luoghi presentano centinaia di personaggi intere folle capaci di trasmettere il senso del sovraffollamento urbano. E i personaggi dialogano tra loro, sono vivi. Noterete conversazioni telefoniche, discorsi tra le guardie, pezzi di storie parallele e personalità che emergono. IO ha deciso di far sì che anche starsene nascosti dietro un muro possa essere utile, e ha perciò riempito il gioco di dialoghi interessanti. Anche il ritmo funziona, tra livelli enormi e momenti più concentrati, che frammentano il gioco in modo intelligente. In fondo, questo è un gioco in cui si strangola la gente e la si butta in un bidone dell’immondizia. Se non fosse stato per quell’humour nero, l’atmosfera sarebbe stata spiacevole. Invece, sembra una storia matura: non per il sangue o i seni prosperosi, ma e ponderata. Le guardie si prendono in giro da sole, commentando come niente sia cambiato dopo che si sono mosse verso un rumore, e tutti i vostri obiettivi sono esseri umani riprovevoli. Il resto (gli innocenti e i danni collaterali) è a vostra discrezione: non sono le esplosioni a uccidere, ma gli assassini geneticamente modificati e calvi armati di detonatori. In questo mondo trovano posto anche le Sante, le suore vestite di latex del chiacchierato trailer Sono ridicole, ma non più degli angeli fetish di Blood Money o dei disabili feticisti di Contracts.

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