Capiterà anche che le persone sotto il mirino dell’indagine si sposteranno, costringendovi a seguirli e mantenere allo stesso tempo la copertura. Insomma, Ubisoft è stata proprio attenta a elevare il tasso di sfida del gioco su nuovi standard, attraverso un approccio ora molto più stealth che in precedenza. Peccato che la reattività dei soldati non sarà la medesima anche durante i combattimenti. Permane, infatti, lo storico difetto dei nemici, che attaccano anche in questo episodio uno per volta, rendendo gli scontri poco realistici. Fortunatamente, a metterci una pezza sopra a questo problema ci penserà lo stesso Connor, che grazie alle sue grandi doti di assassino sarà in grado di dispensare lezioni di stile memorabili ai suoi avversari, garantendo agli occhi una spettacolarità degna del miglior film all’arma bianca. Il sistema di contrattacco questa volta avrà conseguenze diverse a seconda del tempismo con cui risponderete ai fendenti, dando l’impressione che ogni uccisione non sarà mai uguale a quella precedente. L’uso combinato delle armi durante gli scontri regal
erà, inoltre, momenti esaltanti in ogni situazione; guarderete Connor, ad esempio, effettuare una capriola in mezzo a due soldati, posizionarsi dietro le spalle del primo uccidendolo con la lama celata infilzata nel cuore e il secondo con un colpo di pistola alla testa. E questa è solo una delle tante soluzioni possibili nel gioco. Red Dead Creed Nel momento in cui entrerete nel vivo del gioco, preparatevi a rimanere piacevolmente stupiti dal passo in avanti compiuto rispetto non solo a Revelations, ma all’intera saga. Quello che vi si parerà davanti agli occhi sarà uno dei mondi virtuali più complessi e profondi mai visti nell’intero panorama dei giochi action, l’ispirazione deve essere stata guella di Red Dead Redemption, perché a partire dalle città e a finire con la vastissima area della Frontiera americana, tanti aspetti di questo vi ricorderanno positivamente il capolavoro Rockstar. Innanzitutto, le missioni pongono un’attenzione molto più marcata alla narrazione di qualsiasi Assassin’s Creed messo insieme, imbevute come sono di numerose scene d’intermezzo che si alternano alle fasi giocate con una certa frequenza. Anche l’importanza rivolta agli ambienti interni è ora più evidente. Molti obiettivi andranno svolti, infatti, proprio nei luoghi chiusi, per chiedere ai personaggi informazioni utili per il proseguimento della missione o semplicemente per depistare i soldati inglesi facendo irruzione in una casa durante una fuga. La varietà di Assassin’s Creed III è indubbiamente la sua arma migliore, proprio come Rockstar insegnerebbe. Ma dove il gioco ricorda spudoratamente l’epopea western di John Marston, è principalmente la Frontiera. Correre attraverso i rami (Connor è un vero portento anche in questo), immersi in una natura imprevedibile e pericolosa, mentre si osservano con stupore scorci paesaggistici composti da cascate, fiumi, burroni e fittissima boscaglia, è quanto di più emozionante proverete dopo l’epico viaggio nell’America di inizio Novecento vissuto in Red Dead Redemption. Il senso d’immersione con l’ambiente circostante è veramente totale; arriverete quasi a sentire gli odori inebrianti della vegetazione e il freddo penetrante delle steppe innevate, trovandovi soli di fronte a un branco di lupi famelici con il cuore in gola perché incapaci di muovervi con destrezza nella neve alta. Assassin’s Creed III è un’esperienza che resterà scolpita nei vostri cuori per sua la capacità di trasportarvi in un modo vivo e pulsante, ricco di personaggi, città affascinanti e terre selvagge ostili resi ancora più veri grazie alle risorse tecnologiche dell’AnvilNext. In verità, il motore grafico è talmente poderoso e tecnicamente avanti coi tempi che in alcuni momenti sembra quasi essere fin troppo ambizioso anche per una PlayStation 3. La gestione poligonale è stupefacente (si parla di numeri da capogiro) ma proprio per venire incontro ai limiti della console, il gioco paga a volte nella pulizia generale della grafica, che specie negli ambienti aperti è minata da una mancata applicazione del filtro anti-aliasing e un frequente pop-up degli elementi in profondità. Resterete però sbalorditi dalla qualità quasi perfetta delle texture dei personaggi e dei luoghi al chiuso e, probabilmente, addirittura senza parole nel momento in cui vi imbatterete per la prima volta nel mare in burrasca, spaventandovi per la potenza devastante delle onde virtuali più realistiche che mente umana possa ricordare. In definitiva, Assassin’s Creed è in assoluto il più ampio, vario, longevo e profondo capitolo dell’intera saga targata Ubisoft; un titolo che saprà accontentare non solo i fan più esigenti ma principalmente l’intera utenza di videogiocatori grazie a un’offerta ludica di primissimo livello che si attesta senza ombra di dubbio tra le migliori di questa generazione.