Proprio perché consapevoli di ciò, abbiamo deciso di fare un grande respiro e immergerci in questa epica avventura americana con l’obiettivo di risalire in superficie solo dopo esser stati certi di avere tra le mani un’analisi completa ed esaustiva di questo attesissimo titolo. Già dalla sequenza iniziale in cui Desmond, risvegliatosi dal coma, si dirige insieme ai suoi amici assassini in una grotta americana alla ricerca della verità sul destino del mondo, percepiamo che questo capitolo chiarirà finalmente molti dei tanti punti oscuri lasciati dai precedenti episodi. Eppure, quasi fosse una provocazione, Ubisoft decide di spiazzarci lasciandoci attoniti in maniera pressoché imprevedibile, consegnandoci non il nativo americano armato di Tomahawk che tutti conosciamo, ma il suo parente più prossimo: suo padre. Haytham Kenway, questo il suo nome, è un elegante uomo sulla quarantina deciso a ottenere con la forza e la sua invidiabile agilità tutte le informazioni necessarie per accedere allo stesso tempio in cui già si trova il buon Desmond Miles qualche secolo più avanti. Tralasciando l’incredibile quantità di tempo dedicata all’antefatto e a questo inaspettato protagonista che riserverà non pochi segreti scottanti, la prime ore di gioco di Assassin’s Creed 3 fungono principalmente da tutorial sostanzioso per prendere confidenza con i comandi e le tante novità inserite in questo capitolo. Fortunatamente, questi primi lampi di gioco sono sorretti da una narrazione affascinante e scorrevole che vi preparerà nel migliore dei modi ad accogliere con maggiore consapevolezza l’arrivo (finalmente) del piccolo Connor. Tuttavia, buona parte dei dubbi e delle incertezze su Assassin’s Creed III, che per mesi hanno capeggiato nelle menti di molti giocatori, verranno svelati già con Haytham, e definitivamente resi chiari con il giovane assassino. Le abilità di padre e figlio tendono ad assomigliarsi molto, anche se non ci sarà certo bisogno di un esperto per capire come Connor, dei due, è indubbiamente quello con più qualità atletiche. La sua agilità nell’arrampicarsi non ha eguali in tutta la storia della serie, e persino i leggendari Ezio e Altair sfigurerebbero se confrontati a lui. Le azioni di Connor sono così rapide, fulminee e sopratutto fluide, che a volte sembra quasi di stare a guardare il movimento dell’acqua per quanto esse siano perfette. A rendere l’idea della spettacolarità delle nuove abilità di Connor, troverete un comparto animazioni a dir poco superbo, che non sarebbe eretico etichettarlo come il più realistico mai visto fino ad oggi in un videogioco.