AIRPLAY MIRRORING Da tempo Mac può inviare su altri schermi video e audio da iTunes se c’è in mezzo una Apple Tv (o una AirPort Express per l’audio). Mountain Lion ora duplica lo schermo di Mac su qualunque schermo collegato a una Apple Tv modello recente (nera, piccola). Quando il Mac – dal 2011 in avanti – riconosce la presenza di una Apple Tv nella rete locale, mostra una icona AirPlay nella barra dei menu e a quel punto è sufficiente usarla. OS X presuppone di ridimensionare i contenuti dello schermo per farli stare sullo schermo esterno, ma accetta impostazioni differenti. Tutti gli apparecchi abilitati AirPlay che Mac riconosce sulla rete appaiono come opzioni di uscita audio nella sezione Suono delle Preferenze di Sistema.

POWER NAP Un apparecchio iOS in standby è comunque attivo: controlla la posta, emette notifiche sonore e magari effettua pure il backup. Un iPad si risveglia e ha già la posta aggiornata. Con Mountain Lion questa possibilità arriva su Mac, con il nome di Power Nap (superpisolino). Prima di tutto le limitazioni: Power Nap funziona solo, per ora, con MacBook Air del 2011 e 2012 e MacBook Pro con schermo Retina. Power Nap si accende per preimpostazione quando il portatile è collegato all’alimentazione e si spegne quando va a batteria; dal pannello Risparmio Energia delle Preferenze di Sistema è possibile modificare queste condizioni. Il Mac con PowerNap attivo si risveglia ogni ora anche se è chiuso e in stop, ma le ventole non partono e lo schermo non si accende. Se configurato per funzionare anche a batteria, deve esserci almeno il 30 percento di carica a disposizione. Power Nap ritira la posta e aggiorna calendari, promemoria, note e Photo Stream, oltre a sincronizzare i documenti in iCloud e, nel caso sia attiva la funzione Trova il mio Mac, comunica in rete la propria posizione. Alcune opzioni di Power Nap funzionano solo se il portatile è sotto alimentazione: backup Time Machine e scaricamento di aggiornamenti software. Power Nap è destinato a decollare nel momento in cui Apple lo rendesse accessibile ai programmatori indipendenti, in forma che non consenta abusi della tecnologia, per non ritrovarsi con un computer che la mattina è più scarico della sera prima perché lo abbiamo lasciato alimentato tutta la notte, ma non ha fatto altro che folleggiare.

SAFARI All’annuncio di Mountain Lion non si è parlato gran che delle novità di Safari. Ma alcune migliorie ne aumentano utilità e comodità. L’aggiunta più rilevante è in un certo senso una sottrazione, dato che non esiste più il campo di ricerca. Come già si comporta Chrome di Google, si scrive l’argomento della ricerca esattamente dove scriveremmo l’indirizzo del sito. Altra funzione da ricordare è la sincronizzazione dei pannelli con iCloud. Un clic sull’icona a nuvola e arriva un elenco delle pagine web che abbiamo aperto sugli altri apparecchi presenti nel nostro iCloud. Equivale a cominciare la lettura di una pagina su Mac e poi, una volta usciti, proseguirla su iPad o iPhone dove l’avevamo lasciata. O cominciare su iPad e finire su Mac arrivati a casa, o in ufficio. Anche la nuova vista pannelli non è male, come effetto. Se ci sono più pagine aperte in una finestra di Safari e pizzichiamo il trackpad con due dita, Safari zoomma la pagina all’indietro contro uno sfondo grigio e da quel punto, con una spazzata orizzontale sul trackpad, si passano una dopo l’altra tutte le pagine a disposizione. La funzione ha un uso limitato, in verità (se clicco su un un pannello lo vedo subito senza altre operazioni), forse per quando si vogliono esaminare rapidamente molte pagine aperte alla ricerca di qualcosa di specifico. Il pulsante Reader, molto più ampio di prima, adesso sta all’estremità destra del campo indirizzi e si colora di blu quando una pagina può essere visionata in modalità semplificata. Elenco lettura ora funziona anche offline. Questo aggiornamento di Safari è in generale più che consigliabile, tranne quando qualcosa va storto. A parte il campo indirizzi che si colora di blu durante lo scaricamento della pagina, non ci sono altre informazioni e se qualcosa va a rilento è difficile comprendere che cosa stia succedendo.