Per portare un file dal Finder a iCloud, lo trasciniamo nella finestra di iCloud; per spostarlo da iCloud a Mac, lo spostiamo fuori dalla finestra iCloud. Quando abbiamo aperto Pages aggiornato per la prima volta in Mountain Lion, ci siamo stupiti di vedere a nostra disposizione i documenti che nel tempo avevamo scritto con Pages su iPad. I file possono essere aperti e modificati e i cambiamenti si propagano a iPad quasi istantaneamente. Quando lo si vede accadere sembra quasi magico. Quando si cerca di salvare un documento creato in una di queste applicazioni, la scelta preimpostata è iCloud. Si può tranquillamente cambiare scelta e salvare sul proprio fidato disco rigido locale, ma molti preferiranno salvare su iCloud e confrontarsi con uno schema di organizzazione decisamente più semplice. Può sembrare inquietante la rinuncia al filesystem tradizionale, ma Apple ritiene che molte persone non ne abbiano bisogno e siano prontissime a farne a meno, come accade sui loro iPad, iPod touch e iPhone; avendo visto abbastanza persone inesperte faticare a capire le logiche degli alberi gerarchici dei dischi rigidi, siamo inclini a essere d’accordo. Mettendo insieme Launchpad e iCloud, ci saranno persone magari nuove all’esperienza Mac che vedranno il Finder assai poco, o per nulla. Per i più navigati, invece, non cambia nulla: i file si possono salvare dove li si vogliono ed è facilissimo portare i file da iCloud al disco locale. iCloud mostra solo i file dell’applicazione che li ha creati, con i più recenti in cima all’elenco. Alla fine non è differente da un comportamento abituale su Mac come lanciare una applicazione e aprire il menu File Apri recenti (a proposito, il menu Archivio ora si chiama File). Il trattamento dei documenti via iCloud non è perfetto: alcuni tipi di documento – testi puri, immagini, audio – si aprono con numerose applicazioni, ma iCloud lascia associare un file a una sola applicazione. Non è possibile, per dire, inserire una immagine in un documento Pages o Keynote su iCloud senza aprire Anteprima, prendere l’immagine dalla finestra iCloud di Anteprima e portarla dentro Pages. Non è ancora la situazione ideale. E iCloud è gratuito, ma solo per i primi 5 gigabyte di dati (chi era abbonato a MobileMe godrà di 25 gigabyte gratuiti fino a fine settembre 2013). I backup di un iPhone e di un iPad possono bastare ad avvicinarsi al limite e qualche corposa presentazione Keynote potrebbe bastare a superarlo. È comunque eclatante il vantaggio che iCloud rappresenta nella sua capacità di legare i prodotti hardware Apple più strettamente ed eliminare tanti spostamenti di file che prima dovevano essere manuali per forza. Più avanti parleremo ancora più diffusamente di iCloud.