Per presentare il successore di Lion, conosciuto anche come OS X 10.7 nella numerazione, Apple ha atteso un anno e una settimana. Allo stesso modo di Lion, anche Mountain Lion aggiunge numerose funzioni che risulteranno familiari a chi sia pratico di iOS. Anche questa versione del sistema operativo concretizza la strategia Apple contenuta nel motto back to the Mac, inteso nella doppia accezione di torniamo a dare attenzione a Mac ma anche riportiamo su Mac, debitamente evolute, te cronologie che da lì erano partite per fare ingresso in iOS. Tra queste funzioni abbiamo iMessage, Promemoria, Note, Centro notifiche, integrazione di Twitte r e Facebook, Game Center e AirPlay. Mirroring Nel frattempo , certe funzioni che hanno d e buttato in Mountain Lion si sono fatte spazio in iOS 6, all’insegna dell’interscambio più che della convergenza.

Prima versione di OS X dopo il debutto di iCloud, Mountain Lion integra strettamente la “nuvola” di Apple nel sistema operativo. offre anche nuove opzioni di sicurezza che permettono di specificare il tipo di applicazioni che riteniamo inoffensivo installare. Mountain Lion offre sistemi di condivisione a livello globale di sistema che danno accesso immediato ai maggiori social network. E permette a certi modelli recenti di MacBook di continuare a funzionare anche se si trovano in stop. A 15,99 euro, Mountain Lion è l’aggiornamento di OS X più economico mai offerto da Apple, con l’eccezione del gratuito Mac OS X X 10.1 di undici anni fa. Come Lion, è disponibile unicamente via scaricamento da Mac App Store. La combinazione di prezzo basso e scaricamente immediato ha reso Mountain Lion l’aggiornamento adottato più rapidamente di tutti dal pubblico. Ed è una buona cosa, perché si tratta di un aggiornamento robusto. iCIoud OS X Lion era concluso prima che apparisse iCloud e questo ha impedito ad Apple di procedere a una integrazione massiccia. Mountain Lion invece è tutta una integrazione. La cosa è evidente da subito: al termine dell’installazione, Assistente Configurazione chiede il nostro identificativo iCloud. Se lo digitiamo, Mountain Lion sincronizza su iCloud account di posta, contatti, calendari, note, promemoria. iCloud non provvede a sincronizzare i file provenienti da un vecchio Mac (continua a farlo Assistente Migrazione), ma è spontaneo immaginare un futuro nel quale la maggior parte delle app memorizzerà i documenti in iCloud. Collegarsi al servizio da un nuovo Mac farebbe quello che accade oggi su iOS: il nuovo apparecchio avrebbe tutti i file del vecchio al loro posto, automaticamente. Mountain Lion è il primo passo deciso in questa direzione. Dallo scorso autunno, le applicazioni iWork di Apple per iOS sono in grado di trattare documenti salvati in iCloud; adesso lo fanno anche le versioni Mac, più altri programmi come TextEdit e Anteprima. Un documento prodotto in Numbers su Mac, per esempio, se salvato in iCloud diventa automaticamente accessibile e modificabile a Numbers su iOS e lo stesso funziona se si passa da iOS a Mac. I programmatori indipendenti che desiderano fare lo stesso possono farlo e stanno già apparendo programmi per Mac che possono registrare dati su iCloud. Per vincolo di Apple, sono programmi venduti esclusivamente via Mac App Store. Un’altra novità degna di nota è la sostituzione della tradizionale finestra di dialogo Apri con una nuova versione che offre due scelte: iCloud e Sul mio Mac. Questa seconda scelta porta al classico ambiente di apertura di file. Se invece scegliamo l’opzione iCloud, appare qualcosa di radicalmente differente: un elenco di documenti presenti in iCloud salvati da quella applicazione. Questa vista come icone è ordinata cronologicamente, con i file più recenti in cima. Possiamo passare a una vista come elenco e ordinarla per nome, data o dimensione. In ogni momento possiamo portare un file sopra un altro per creare una cartella, proprio come in iOS.

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