L’originario Note può essere considerato senza dubbio un passo nella giusta direzione da parte di Samsung. A dispetto degli scetticismi iniziali sulle dimensioni, nel corso dei mesi è riuscito a farsi apprezzare sia dall’utenza consumer sia da quella professionale. 11 successo è dovuto anche all’ingresso in un mercato praticamente vergine e soprattutto nel momento giusto, inaugurando il trend del “grande (schermo) è bello” seguito poi da molti altri produttori. Il 2 ottobre è stato ufficialmente annunciato il Galaxy Note II, degno successore che porta con sé molte e importanti novità con pochi effetti collaterali. Lo schermo Super Amoled aumenta di dimensioni, passando da 5,3 a 5,5 pollici, eppure il Note II risulta più corto (80 contro 83 mm) e più sottile (9,4 contro 9,6 mm) del predecessore. Il peso di 180 grammi rimane praticamente invariato. Altra grande novità è il processore quad core, lo stesso Exynos 4412 a 1,6 GHz del Galaxy S III; ricordiamo che il Note originario ha un “banale ” dual core a 1,4 GHz. Anche la batteria cresce e passa da 2.500 a 3.100 m Ah di capacità. La Ram raddoppia e arriva a 2 Gbyte; oltre alla consueta versione con Storage da 16 Gbyte ce ne saranno altre da 32 e 64 Gbyte. La fotocamera principale è da 8 Mpixel, p iù una frontale da 2 Mpixel in grado di registrare video in formato Hd. Android viene aggiornato alla versione 4.1.1 (Jelly Bean),così come l’interfaccia personalizzata Samsung TouchWiz e tutte le funzioni particolari associate allo stilo SPen (che diventa più sottile e più lungo). Tra le caratteristiche più interessanti c’è il multitasking a pieno schermo: grazie alle ampie dimensioni del display, è possibile tenere aperte più applicazioni in finestre separate, anche nel caso in cui si stia guardando un video. Particolare importante, il Note II supporta le reti Lte, il che lo rende uno dei pochi terminali quad core compatibili con le reti 4G.

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