Arriverà forse il giorno in cui ci stancheremo di ripeterlo, ma non è questo il caso… prendendo in prestito la frase con cui Apple presenta ogni anno il nuovo modello di iPhone, non possiamo che esclamare che FIFA 13 è il miglior FIFA di sempre. Dopo gli sforzi compiuti nell’ultima stagione, fatiche che hanno permesso di apportare cambiamenti rivoluzionari come la Difesa Tattica e un sistema di collisione mai visto prima, il team di EA ha ben pensato di non apportare modifiche troppo marcate all’ormai solida spina dorsale del simulatore (sarebbe di fatto una follia ricominciare da zero, quando ormai FIFA riesce ad emulare quasi alla perfezione i meccanismi di base del gioco). È proprio sul concetto di simulazione che Electronic Arts ha cercato di intervenire, apportando miglioramenti minori. ma importanti. FIFA potrà anche essere gestito da un cervello elettronico, ma il calcio, si sa, è uno sport per esseri umani, fallibili per natura. Da qui, la ricerca di rendere più ampio e realistico il margine d’errore a cui vanno incontro i giocatori in campo. Il First Touch Control di FIFA 13 si ripromette di eliminare la perfezione, e così è! Possiamo dire addio a passaggi di prima telecomandati, assieme alla sicurezza di contrastare un avversario nella propria area di rigore. La figuraccia per aver scagliato un pallone in tribuna, anche se chi calcia si chiama Messi, è sempre in agguato (forse in maniera eccessiva per i giocatori appartenenti alle serie minori). Anche il sistema dei dribbling ha subito un piccolo ritocco. mentre lo scorso anno fu introdotto il Precision Touch (un controllo minuzioso del pallone negli spazi stretti), in FIFA 13 i giocatori altamente tecnici saranno ancora più beneficiati grazie al Complete Dribbling. Basta tener premuti entrambi i tasti dorsali per cercare un controllo millimetrico della sfera, utile per uscire da situazioni spinose o per ridicolizzare un difensore ai margini della linea di fondo. L’utilizzo efficace di questa tecnica richiede però tanto allenamento e solo i più devoti appassionati riusciranno a padroneggiarla. Tweak minori riguardano una maggiore fisicità dei giocatori (nei duelli per il possesso della sfera sarà importante sfruttare la differenza di peso e altezza) e l’addio ai “campi di forza” che prima avvolgevano i portieri sui calci piazzati. Finalmente vedrete l’intelligenza artificiale gettarsi senza troppe remore nei movimenti senza palla con sovrapposizioni dei terzini, tagli degli attaccanti, inserimenti a razzo dei centrocampisti, le incursioni dei giocatori controllati dall’Intelligenza Artificiale aprono nuovi scenari tattici. Come c’è da aspettarsi, la frequenza di movimenti senza palla è dettata dall’assetto che deciderete di dare alla squadra prima di ogni partita, anche se non si tratta di un’operazione immediata. Difatti è proprio “fuori dal campo” che FIFA 13 mostra qualche difetto. Il sistema dei menu è rimasto identico, portandosi dietro le stesse problematiche di un anno fa. Per gestire il posizionamento di un singolo giocatore è necessario barcamenarsi tra ruoli, posizioni di base, attinenza offensiva, attinenza difensiva, frecce e percentuali… e anche dopo un lavoro minuzioso il risultato sul campo non è mai soddisfacente al cento per cento, richiedendo diversi tentativi per ottenere l’assetto ricercato. Oltretutto, sono ancora assenti un menù rapido per le sostituzioni e la possibilità di selezionare due team differenti per un amichevole senza dover tornare ogni volta alla schermata principale. La modalità carriera, nonostante presenti ancora un’interfaccia dispersiva e poco intuitiva, è stata dotata di alcune chicche mirate a sviluppare maggiormente il senso di immersione e realismo durante il gioco. Se prima gli aggiornamenti in tempo reale delle altre partite arrivavano grazie a un piccolo popup nell’angolo dello schermo, ora saranno gli stessi commentatori a darci le notizie direttamente dagli altri campi, complete di una descrizione del marcatore e dell’azione da gol, mentre i calci di rigore sono perfino narrati in tempo reale. Avrete ovviamente la possibilità di scegliere su quali match essere informati, se sulle partite dei vostri avversari per il titolo o se rimanere aggiornati sulla lotta per la retrocessione. Sempre in tempo reale dai commentatori a bordo campo arrivano aggiornamenti e bollettini medici sui giocatori costretti ad abbandonare il terreno per infortunio. Naturalmente queste aggiunte non alterano in alcun modo il gameplay, ma danno la sensazione di trovarsi davanti ad una partita vera e propria: i match si fanno molto più intensi sapendo che la squadra appena sotto di noi è avanti per 3 a 0 e sta per agguantare il sorpasso. C’è la stessa frenesia di quando ci si gusta una partita allo stadio o davanti la televisione. Un piccolo lifting anche al sistema di trasferimenti, visto che andrete incontro a meno resistenze quando cercherete di acquistare o vendere giocatori, rendendo più semplice assemblare una squadra e, se avrete successo a livello di club, è molto probabile che vi venga offerto il ruolo di CT di una nazionale. Un benvenuto ai nuovi Skill Games, giochi d’abilità che ricoprono ogni aspetto del gioco, dal passaggio ai calci piazzati. La particolarità di queste sfide è che in gran parte vi obbligano ad utilizzare i controlli completamente manuali, senza alcuna assistenza da parte della CPU, un aspetto del gioco che spesso nemmeno i veterani della serie hanno mai esplorato. La modalità manuale è molto, molto difficile da utilizzare, ma riuscire a padroneggiarla significa avere il controllo totale delle vostre azioni, ottenendo un considerevole vantaggio sul vostro avversario (l’abbiamo detto che è molto difficile da utilizzare?): è possibile effettuare passaggi filtranti in un fazzoletto di campo libero, o crossare con precisione millimetrica sulla fronte del vostro centravanti.

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