Che la natura di Resident Evil stesse cambiando, quasi avvelenata dal suo stesso virus, lo si era intuito dal precedente quinto capitolo. Ora la conferma definitiva arriva da questo sesto episodio il quale sancisce l’abbandono del Survival Horror a favore di uno stile totalmente action. Scordatevi i vecchi momenti di adrenalina e terrore pulsante, abbandonate ogni sogno di riassaporare quelle sensazioni angosciose, ora la parola d ’ordine è azione… Le nuove leve potranno anche apprezzare il cambio di marcia, ma dubito fortemente che chi ha amato e conosciuto il vecchio Resident Evil possa promuovere appieno il nuovo concetto. L’avventura principale può essere affrontata con quattro differenti personaggi, ognuno dei quali risulta dotato di un proprio stile. La giocabilità varia da personaggio a personaggio: se per Leon potremo ritrovare qualche elemento visto in passato, per Chris avremo modo di sperimentare uno stile simil Cali of Duty, con sparatorie al limite della follia, coperture strategiche vicine al più noto Gears of War e chi più ne ha più ne metta. Non mancano però alcuni problemi: i movimenti dei personaggi sono in alcuni casi troppo scattosi, uniti alla difficile gestione della telecamera. La sceneggiatura inoltre non raggiunge mai vette di assoluto spessore, lasciando più di una volta qualche perplessità per le scelte operate. Sul fronte tecnico, il titolo alterna soluzioni visive piuttosto buone, come i modelli dei protagonisti, a texture indecen ti. Capitolo sonoro: il titolo offre un doppiaggio completamente in italiano con voci azzeccate, mentre garantisce un comparto audio nella media. La longevità si attesta invece su standard davvero elevati, grazie alle quattro diverse storie da portare a termine. In definitiva, chi non ha conosciuto il brand negli splendori iniziali potrà benissimo beneficiare di questo action game in salsa horror. I puristi del genere ne stiano alla larga…

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