E poi, c’è qualcosa nell’idealismo zelante di Connor che ci fa percepire in modo drammatico e inevitabile che la sua mancanza di apertura mentale causerà seri danni. È la stessa sensazione che si prova quando guardate Edward Mani di Forbice. Qualcuno con uno spirito tanto buono è destinato alla tragedia. E Connor non ha neanche quelle belle manine appuntite. In un boccone Un argomento che provoca sempre grosse polemiche è il multiplayer di AC Dopo l’emorragia di buona volontà mostrata in Revelations, il consiglio a Ubisoft di concentrarsi sul single player non è mai troppo lontano. Alex Hutchinson ha una sua risposta a quest suggerimenti: c’è un team diverso per i multiplayer, il team del single player è i più grande mai riunito e ci lavora da tre anni. E a sua difesa: il multiplayer crea una variante lenta e più tesa di meccaniche tradizionali dell’online. Nella modalità Domination ci sono due team da quattro che si contendono tre zone. I membri del team sono tutti uguali e potrete vedere il modello dell’avversario prima di cominciare. Ma c sono anche dei doppioni in giro e se uccidete un sosia non potrete uccidere altri nemici per un po’. Un errore del genere può risultare fatale, date le cospicue animazioni realizzate per l’uccisione. Vi troverete ben presto scoperti e sotto attacco. Una volta morti, un messaggio vi spiegherà cosa avete fatto per attirare l’attenzione: correre sui tetti, usare poteri speciali o uccidere in maniera plateale (è tutto molto utile e aiuta a costruire l’atmosfera lenta suggerendovi semplicemente di darv una calmata). Con il tempo agli sgoccioli la calma fasulla tende a cedere e disperate indiscrezioni portano a divertenti massacri. La modalità Wolfpack è però meno convincente. Abbiamo giocato un solo incontro che ci ha dato un’idea delle meccaniche di base. L’impressione che sia la versione di AC della modalità Orda è forte, ma errata. Si tratta di quattro persone che seguono un radar ai propr piedi e corrono in giro per una piccola mappa e cercano di coordinarsi per eliminare gruppi di soldati, talpe o ricognitori. Sembra più un problema di logistica che di tattica: durante la nostra breve partita le frasi più ricorrenti erano del tipo “Tre, due, uno, colpisci”. C’è un nuovo sistema per la vita con 50 livelli, 50 livelli di prestigio e la possibilità di personalizzare le animazioni dei personaggi secondo il vostro assassino piacere. La cosa più rassicurante che deriva dall’aver giocato con AC III, dopo che AC II si era ripetuto uguale a se stesso una volta di troppo, è la sensazione di differenza che dà. I nuovi ambienti sono lontanissimi da quello cui siamo abituati e le distrazioni sono tante e varie. I combattimenti navali piaceranno ai fan dell’azione senza far storcere il naso ai puristi del genere navale. La sensazione è di qualcosa di nuovo e, per il quinto capitolo della serie, è un grande traguardo. Per averne una conferma, volate a pagina 56 per la nostra recensione.