Applicazioni e compatibilità Da sempre, il problema più grande quando si lancia una nuova piattaforma è la dotazione iniziale di applicazioni. Le software house non scrivono programmi per sistemi operativi che nessuno possiede, e nessuno compra sistemi che non hanno programmi… Fortunatamente, in questo caso c’è già una base di software disponibile. Anzi, una sterminata base di software disponibile. Già, perché Windows 8 è compatibile con tutti i software sviluppati per Windows 7: il codice del sistema, le librerie, le componenti sono di fatto le stesse, anche se ottimizzate e depurate di un certo numero di bug. Naturalmente, le applicazioni nate per Windows 7 non sono compatibili con la Modem Ul, e continueranno a girare nel tradizionale Desktop di Windows. Eh già, perché comunque il Desktop c’è ancora, anche se quando si accende il PC al suo posto compare Modem Ul. Il fatto è che tutte le applicazioni “tradizionali” non utilizzeranno la nuova interfaccia, in quanto per farlo dovrebbero essere pesantemente modificate. Il discorso sulla compatibilità si fa più critico quando andiamo a parlare di Windows RT. Qui l’architettura di processore è differente, e quindi c’è poco da fare, le applicazioni compilate per Intel non girano su ARM. A meno, ovvio, di ricompilarle. C’è un solo problema: su Windows RT ufficialmente non c’è il Desktop, ma solo Modem Ul. Quindi, in pratica, le applicazioni Windows 7 non ci possono girare né così come sono, né ricompilate: andranno modificate e la parte relativa all’interfaccia utente andrà riscritta per trarre vantaggio della nuova Modem Ul. Abbiamo detto che il Desktop “ufficialmente’ non esiste su Windows RT, perché le dimostrazioni condotte da Microsoft hanno mostrato che in realtà esso è presente eccome. Solo che l’accesso alle funzioni del Desktop, le cosiddette “API” che i programmatori usano per attivare le varie funzionalità, è riservato ai soli programmi Microsoft. In questo modo, per esempio, la casa di Redmond ha potuto includere nel software di base di Windows RT nientemeno che Microsoft Office Home and Student Edition 2013. Che gira benissimo… nel Desktop ufficialmente inesistente di Windows RT. Questa scelta di Microsoft ha ovviamente scatenato le critiche delle software house, che lamentano il fatto di non poter eseguire un rapido porting delle proprie applicazioni, mentre Microsoft potrà tranquillamente portare su RT tutto ciò che vuole. Polemiche ancora più virulente sono arrivate dagli sviluppatori dei browser Firefox e Chrome, che hanno fatto notare che sarà impossibile per qualsiasi browser su Windows RT competere con Explorer, perché quest’ultimo, a differenza di qualsiasi altro, ha accesso diretto alle API a 32 bit indispensabili per garantire determinate funzionalità e prestazioni, mentre tutti i concorrenti dovranno obbligatoriamente utilizzare le API Win RT.

Windows Store La risposta di Microsoft a queste critiche non si è fatta attendere. I portavoce di Redmond hanno spiegato che i nuovi requisiti dell’architettura ARM per la sicurezza e il risparmio energetico rendono indispensabile l’uso delle API di Win RT, e che comunque “Windows RT non è più Windows”. Ovvero, tradotto per i non addetti ai lavori, le nuove applicazioni vanno assolutamente sviluppate tenendo conto dell’interfaccia Modem Ul, e non per il Desktop. Solo in questo modo, infatti, esse potranno essere ammesse nel Windows Store, il negozio virtuale con cui Microsoft replica l’idea vincente già messa in atto da Apple (App Store) e da Google (Play Store). Non solo: soltanto le applicazioni scritte per la Modem Ul saranno compatibili con entrambe le piattaforme, Win RT e Win8. Il Windows Store è già operativo, ed è possibile entrarci semplicemente cliccando sulla relativa icona della Modem Interface. Al momento in cui scriviamo, però, è piuttosto sguarnito. Abbiamo trovato solo qualche decina di applicazioni, e l’unica categoria ben rappresentata è quella delle News. Su tutto il resto, evidentemente, gli sviluppatori devono ancora lavorare parecchio. Sicuramente, quando arriverà il giorno del lancio ufficiale l’offerta di applicazioni sarà ben più cospicua. Quelle presenti sono comunque sufficienti a provare il sistema e sperimentare l’interfaccia, tanto più che sono tutte gratuite.

Media Center Giocando con la Release Preview, a un certo punto si fa una curiosa scoperta: manca completamente la parte relativa al Windows Media Center. Basta una rapida indagine sul Web per scoprire che non si tratta di una dimenticanza: Windows Media Center non sarà incluso di serie nella versione standard, né nella versione Pro. Tuttavia, sarà disponibile come aggiornamento a pagamento. Fortunatamente, la Release Preview può scaricare e installare gratuitamente la componente, permettendoci di provarla. La procedura è un po’ nascosta: bisogna attivare il Search, scrivere ‘Add features to Windows 8″, lanciare l’applicazione che compare e inserire la Product Key usata anche per installare la Release Preview. A questo punto ci sarà un riawio e alla riaccensione il Windows Media Center comparirà fra le icone della schermata Start. Questa mancanza, comunque, rafforza l’impressione che la versione “base” di Windows 8 sia stata voluta da Microsoft più che altro come punto d’ingresso a basso costo per attirare gli utenti e per fare in modo che essi acquistino poi l’aggiornamento alla versione Pro. Questo spiegherebbe anche, per esempio, il fatto che l’aggiornamento da Windows 7 si possa fare solo verso la versione Pro e non verso la versione Base. Tornando alle dotazioni multimediali di Windows, un’altra brutta sorpresa la si ha quando si attiva Windows Media Player. Quest’ultimo infatti non è più in grado di riprodurre i DVD. Dal punto di vista di Microsoft, la lettura di DVD è ormai una funzione inutile e obsoleta, visto che per il 2012 si prevede che 3,4 miliardi di film verranno visti in streaming, contro 2,4 miliardi visti da tutti i media fisici combinati (DVD e Blu-Ray principalmente). Purtroppo per noi, il ragionamento fila per i paesi dove l’accesso a Internet ad alta velocità è diffuso capillarmente.

Avvio Protetto Una caratteristica particolare di Windows 8 ha fatto discutere a lungo gli addetti ai lavori. Si tratta del cosiddetto Avvio Protetto. Si dà il caso che Windows 8 utilizzi per il boot non il tradizionale BIOS, ma il più recente UEFI. Grazie a questa caratteristica, per Microsoft è possibile fare in modo che il computer possa avviarsi esclusivamente da Windows 8, e da nessun altro sistema operativo. In pratica, l’avvio protetto consente di impedire all’utilizzatore di installare sulla propria macchina sistemi operativi alternativi, come per esempio Linux. La polemica venne parzialmente sopita quando il team di programmazione di Windows 8 dichiarò che ciascun produttore di PC avrebbe potuto decidere autonomamente se attivare o non attivare l’Avvio Protetto. Salvo poi riesplodere quando si scoprì che le macchine in architettura ARM che avessero disabilitato la funzione di Avvio Protetto non avrebbero passato il test di certificazione di Windows RT. Riassumendo, se avete intenzione di configurare il vostro PC con un dual boot, vi conviene controllare che il costruttore sia fra quelli che hanno lasciato spento l’Avvio Protetto. Questo almeno in attesa che la community di Linux prenda le adeguate contromisure per aggirare il blocco, cosa su cui sta già lavorando. Altre novità Anche se a prima vista Windows 8 può sembrare poco più di un Service Pack di Windows 7, con codice maggiormente ottimizzato e una nuova interfaccia utente, in realtà alcune novità vere e proprie ci sono. Per esempio, Windows 8 possiede le API per supportare la tecnologia NFC, Near Field Communication. Essa permette di stabilire un collegamento fra due dispositivi che si trovino a una distanza massima di una decina di centimetri. L’utilizzo prevalente che si sta delineando è quello dei micro-pagamenti. In pratica, gli apparecchi dotati di circuitazione NFC potranno essere usati per pagare vari tipi di servizi, un po’ come fossero delle carte di credito: basterà avvicinare il telefono o il tablet alla cassa per effettuare il pagamento in automatico. Un’altra novità è la presenza di due funzionalità supplementari di ripristino del sistema, studiate principalmente per Windows RT. La prima modalità, che in italiano dovrebbe chiamarsi Reinizializzazione, riporta il sistema operativo allo stato originale, come appena installato, e rimuove tutte le applicazioni e programmi installati; mantiene però tutti i file e le impostazioni dell’utente. La seconda modalità, che si chiamerà Reimpostazione, riporta invece il computer allo stato iniziale, cancellando ogni aggiornamento e reimpostando il sistema operativo. Una volta attivata la reimpostazione, bisognerà fornire nuovamente la Product Key e ricreare gli account utente sulla macchina.

Cosa ne pensi? Lascia un commento