Mario e Luigi sono eroi riconosciuti, mossi da ideali cavallereschi, la cui occupazione principale è rappresentata dal salvataggio di principesse in pericolo. Professione che, a conti fatti, non deve essere molto remunerativa. Con la crisi incombente, anche due fratelli più famosi del mondo de videogiochi devono peròtrovare un modo per arrivare a fine mese e, anziché tornare a vestire i panni di idraulici, pensano bene di cominciare a raccogliere tutte quelle monete sparse in giro per il Regno dei Funghi lasciate in giro da non si sa chi. Sì, quelle stesse monete che finora avevano bellamente trascurato e che al massimo potevano garantire qualche vita extra. La vera novità di questo New Super Mario Bros. 2 è tutta racchiusa nell’ossessiva raccolta del metallo prezioso, cosa che, in termini di gameplaysi traduce in un sostanziale stravolgimento degli obiettivi. Raggiungere la bandierina che storicamente sancisce la fine di un livello non è più il solo scopo, visto che ora dovrete fare attenzione a tutte quelle piccole trovate inserite dagli sviluppatori al fine di incrementare il vostro bottino in maniera varia e creativa: abbiamo fiori dorati che trasformano in monete i classici mattoni ,anelli che mutano i nemici in oro e copricapo a forma di blocchi che elargiscono… sì, monete. La ricerca spasmodica di quest’ultima trova la propria sublimazione nell’inedita modalità Febbre dell’oro: tre livelli da affrontare in successione, senza commettere errori, raccogliendo il maggior numero di monetine nel minor tempo possibile. La rigiocabilità ne giova non poco. Le novità finiscono qui. Perché la crisi nel Regno dei Funghi, più che economica, è creativa. Non stiamo qui a lamentarci di un impianto di gioco uguale a se stesso da quasi trentanni. Quando gameplay e level design sfiorano la perfezione c’è poco da cambiare dopotutto. Ma è difficile mandare giù il riciclo ai danni dell’intero comparto tecnico. Graficamente parlando, lo stile (neanche troppo ispirato) del primo capitolo per DS rimane immutato, mentre la realizzazione qualitativa non sembra beneficiare dei sei anni trascorsi e de vantaggi di un hardware tutto nuovo. Quasi superfluo l’effetto 3D. Ancor più deludente la colonna sonora che, per la prima volta in un titolo dedicato all’idraulico baffuto non presenta alcun brano inedito. In generale, si avverte la sensazione che Nintendo abbia voluto affrettare i tempi e sfornare un nuovo titolo multimilionario giocando sul sicuro. Il risultato, nel complesso, rimane più che buono. Se siete disposti a perdonare il “copia-incolla”, e vale la pena farlo, vi divertirete parecchio.

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