Forza Motorsport, con il suo quarto capitolo, è riuscito a superare qualitativamente il suo storico (e stoico) avversario di gara: l’emblema lucido e splendente del racing game in casa Sony, quel Gran Turismo con cu Polyphony cambiò nel 1998 le prospettive su cosa realmente una home console potesse fare, e cosa dovrebbe invece “lasciar stare”. Ora, proprio come in un reale e graffiante testa a testa, dovrà tentare il tutto e per tutto nel mantenere quanta più distanza possibile fino all’agognato traguardo… Linea bianca questa che, nell’empirica realtà con cui la fantasia si scontra ogni santo giorno, altro non rappresenta che meri e concreti dati di vendita. Turn 10, però, non sembra entusiasta all’idea di tirar fuori dal cilindro una quinta iterazione nel giro di un solo anno di lavoro, ed ecco che il gravoso onere pende sulle giovani testoline di Playground Games (sviluppatore britannico che vanta svariati ex-membri di team come Bizzarre Creations e Black Rock Studio) e in una forma tutt’altro che consueta. Perché Forza Horizon rappresenta un vero e proprio “spin-off” per la serie, allontanandosi non pocodallaformulavincentedei precedenti capitoli grazie a tutta una serie di “tuning” che prendono spunto da titoli come Project Gotham Racing, FueleTest Drive Unlimited. Il titolo sviluppato sotto il benestare (e la severa supervisione) di Turn 10, infatti, è un MOOR (Massive Open Online Racing) ambientato nello stato del Colorado, USA. Il festival Horizon che dà il sottotiolo al gioco, è una sfrontata scusa per mettere insieme macchine, piloti e autostrade, inscenando un vero e proprio “Burnout Paradise Simulator”: se la sua struttura potrebbe apparire “tendenzialmente arcade” (con tanto di una modalità online che ricalca pari pari l’abusato Autolog di Criterion) la stessa è contrastata dalla precisione del motore fisico di Forza 4 con danni, condizioni climatiche e temperature delle gomme che andranno a inficiare in svariati modi il modello di guida. Una volta lanciati a rotta di collo tra le Rocky Mountains, derapando tra canyon e Grandi Pianure, ci è apparso però evidente che i controlli siano ben più permissivi e accondiscendenti degli ultimi due episodi della serie, rivelando (controvoglia) un livello di sfida decisamente più contenuto e “alla mano”. Toccando il prato con una ruota anteriore a bordo di un bestione da 400cv a trazione posteriore, mentre si sfreccia a oltre 200 km/h, difficilmente andremo ncontro alla realistica “punizione” che ci saremmo aspettati, ad esempio. Ma questo non si tradurrà in uno scanzonato “FORZA! Destruction Derby”… per fortuna. Perché questo nuovo prodigio a quattro ruote sembra proprio voler derapare sull’ignoto terreno che confina da una parte con le simulazioni, e dall’altro con il puro racing arcade. Solo poche settimane per sapere se una volta alzato il piede dal freno Forza Horizon si esibirà in una fragorosa partenza, oppure in un drammatico testacoda.

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