E chi se lo aspettava? Secondo la tradizione, quando Nintendo lancia una nuova console è sempre Nintendo a dettare le regole di come quel sistema funzionerà, mostrando agli altri sviluppatori cosa la rende speciale, che sia il nuovo rt. Quindi immaginate la nostra sorpresa quando abbiamo giocato la prima serie di titoli di lancio del Wii U e scoperto che non è Nintendo a entusiasmarci di più, ma Ubìsoft. Rayman Legends mostra in maniera così eccellente le potenzialità del GamePad nel co-op che fa impallidire il nuovo New Super Mario Bros. U, per esempio. In realtà però è ZombiU che sembra in grado di mostrare al meglio le potenzialità uniche della console ai fan hardcore Nintendo che hanno bisogno di essere impressionati. “I giochi migliori sono quelli pensati da zero specificatamente per l’hardware su cui gireranno”, dice il design director di ZombiU, Gabrielle Shrager. E non si è fermata qui. ZombiU sfrutta talmente bene il GamePad del Wii U che soggetto del gioco e gameplay sembrano fatti l’uno per l’altro. Scandagliare l’ambiente di questo FPS post apocalittico con il GamePad, per esempio, anche se sembra un trucchetto in realtà è fantastico. Muovendo il GamePad a 360 gradi il giocatore è in grado di vedere l’ambiente che lo circonda, anche quello che c’è dietro di loro, se vuole, e regala un livello di immersività ineguagliato da altre tecnologie rivali, che sia il 3D, il Kinect o altro. Si avvicina alla realtà virtuale che ci avevano promesso negli anni ’90 e siamo un passo più vicini al più grande scopo dei videogiochi’, farvi sentire come se foste davvero lì. Questo livello dì immersività nel mondo del gioco è esattamente quello che rende così speciale ZombiU. Anche se alcuni giocatori temono che il secondo schermo li distrarrà dal mondo che è dentro la tv, in realtà si ottiene l’effetto contrario, attirandoli sempre più e offrendo nuovi modi dì interagire. Inciampate in qualcosa da raccogliere, per esempio, e il contenuto si mostrerà sul GamePad costringendovi a guardare in basso mentre esaminate il bottino per decidere cosa vi serve e cosa no. La bellezza di tutto questo? Il gioco non va in pausa quando siete impegnati in queste attività e capiterà che, indisturbato, uno zombi si sìa avvicinato a voi mentre non guardavate e vi colpisca quindi in piena faccia quando rialzate lo sguardo. Si tratta dì una cosa piccola ma che fa molto, dopo anni di ricerche su come spaventare i giocatori in modi nuovi nel genere survival horror. E i giocatori dovrebbero davvero avere paura perché, in ZombiU, la morte è una costante. Morite e rinascerete come un personaggio nuovo di zecca, perdendo tutte le abilità e l’equipaggiamento e ricominciando in buona sostanza da zero, un po’ nello stile di Rogue, Shiren The Wanderer e il recente successo su XBLA Spelunky. Eppure ci sono anche altri pìccoli cambiamenti. Il personaggio che interpretavate prima rinascerà nell’ambiente come zombi e avrete l’opportunità di trovarlo e ucciderlo per riavere quello che avete perso. “Non si tratta di vivere, ma di quanto si sopravvive”, dice Shrager. “Più a lungo il personaggio sopravvive, più skill guadagnerà”. Quando, inevitabilmente, morderete la polvere, il dolore per la perdita delle abilità sarà proporzionale al tempo passato a svilupparle, questa è la speranza del team. “Da un punto di vista emotivo”, continua Shrager, “quando muori e rinasci devi andare a uccidere il tuo vecchio io. Forse uccidere un personaggio che hai interpretato per tre minuti non ti rattrista come uccidere un personaggio con cui hai giocato per 45, questo è sicuro”. Ed è a questo punto che Guillame Brunier, producer di Zombili, aggiunge un altro grandioso elemento alla meccanica della morte permanente. “Ci sono anche risvolti nel gameplay perché se sei sopravvissuto per A5 minuti o un’ora o due e muori, lo zombi sarà molto più forte”, ci rivela.

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