Profondità. È questo l’elemento che vi colpirà più intensamente giocando a Resident Evil 6. Una profondità non solo scenografica o di atmosfera, ma strutturale, in grado di trasformare questo sesto capitolo della saga horror/action più celebre in un vero e proprio prodotto polivalente. Acquistando Resident Evil 6, infatti, sarete ben lieti di scoprire di aver appena comprato ben quattro giochi in uno, senza contare le svariate modalità secondarie celate nell’avventura principale e in quella multiplayer online. Un gioco incredibilmente lungo, esaltante e adatto a qualsiasi tipo di giocatore, ecco come potremmo definire la fatica di Kobayashi san & co.; un prodotto in grado di adattarsi perfettamente alle esigenze del pubblico più variegato, pur mantenendo altissimo il livello di coinvolgimento e di prestazion offerte dalle diverse avventure stipate da Capcom nel suo ultimo capitolo di Resident Evil. Anche se ormai le conoscerete a menadito, è giusto però fare prima un piccolo excursus sul gioco e presentarvi nuovamente i protagonisti e le modalità di gioco che calamiteranno la vostra attenzione per i prossimi mesi dal 2 ottobre in poi, regalandovi una massiccia dose di divertimento in tante salse diverse. Come prevedibile, partiamo dalla prima coppia di gioco: il rookie cop di Resident Evil 2 (nonché agente del governo nel discusso quarto capitolo), Leon S. Kennedy, e la sua nuova compagna, l’agente speciale presidenziale Helena Harper. Come avrete avuto modo di scoprire giocando la demo scaricabile tramite l’acquisto di Dragons’ Dogma già da diversi mesi, l’intera avventura dell’ex poliziotto di Raccoon City sarà strettamente correlata agli ingredienti che hanno fatto la storia di questa saga, permeando la prima story mode di Resident Evil 6 come un titolo horror dagl elementi che prendono spunto dai vari capitoli della serie. Iniziando la missione di sopravvivenza in una cupa università americana infestata dagli zombie, avrete decisamente la sensazione di riviere quello che fu il fulcro del capostipite della saga, costretti a muovervi in stretti corridoio ed enormi sale da pranzo, tra lampi, fulmini e attacchi di non morti. Avanzando, e raggiungendo la cittadina di Tali Oaks, rimarrete stupiti dal “passeggiare” in una delle cittadine più caotiche e affascinanti che il mercato videoludico possa offrire oggigiorno, tra fiamme, sopravvissuti in fuga, mostri di ogni tipo e incidenti stradali multipli come solo il buon Resident Evil 2 ci ha saputo regalare. Raggiungendo, infine, una solitaria quanto enorme cattedrale con tanto di cimitero esterno, vi renderete sempre più conto di come, tra campane da far suonare, enigmi con statue da disattivare e giochi di luci e specchi, anche l’anima di Resident Evil 4 sia stata sapientemente adagiata in questa prima modalità di gioco. Già solo nell’avventura di Leon, insomma, a noi è sembrato che tutti i costituenti basilari della saga siano stati recuperati e tirati a lucido in grande stile, miscelati alla perfezioni con il gameplay che, dal quarto capitolo in poi, ha reso ancora più popolare la saga (horror)action di Capcom. Passando alla seconda modalità di gioco, scoprirete come l’eroe per eccellenza della saga, Chris Redfield, si trovi nella fase più difficile della sua vita, stravolto dalla morte di un suo plotone a cui avrete la “fortuna” di assistere in prima persona giocando un splendido flashback ambientato sulle innevate montagne dell’Est Europa, e più precisamente in una cittadina estremamente curata e ricca di dettagli grafici (come tutte le ambientazioni, del resto) capitale della regione di Edonia. Qui, abbandonatosi all’alcool e al dolore, verrà “recuperato” dal suo nuovo compagno B.S.A.A., Piers Nivens, così da tornare in missione in quel di Lanshiang (una fantomatica Hong Kong) e scongiurare ancora una volta l’ennesima minaccia bio-terroristica messa in atto dall’Umbrella, o sarebbe meglio dire dalla Neo-Umbrella. Strutturato molto più sulla falsariga di Resident Evil 5, in questo caso vi ritroverete a impersonare un Chris (o Piers, a seconda della modalità di gioco che deciderete di intraprendere) sferzato da una tempesta di pallottole, e costretto a buttare già colpo dopo colpo delle terribili creature (armate, per giunta) che non si faranno scrupolo dall’attaccarvi anche una volta morti, poiché in grado di mutare in mostri ancora più terribile che in precedenza. L’alto tasso di azione promesso dall’avventura di Chris saprà senza dubbio soddisfare i fan degli sparatutto in terza persona più adrenalinici e spezzare nel modo giusto l’approccio di gioco provato con Leon ed Helena. Come già accennato, però, Resident Evil 6 fa della varietà e della profondità il suo punto di forza, e lasciato anche Chris al suo destino, quindi, ci prepariamo ad accogliere la terza (e quella che fino a poco tempo fa credevamo anche essere l’ultima) sezione di gioco, quella che vede come protagonisti il mercenariojake Muller, meglio conosciuto come Weskerjunior, e la ben cresciuta Sherry Birkin, anch’essa ormai agente del Governo Statunitense, lo stesso pronto a sborsare milioni di dollari pur di avere il sangue (con conseguenti anomalie antivirali) che scorre nelle vene del novello Wesker e che potrebbe salvare il mondo dall’infezione globale di C-Virus. Anche gran parte dell’avventura dijake e Sherry sarà ambientata tra le innevate montagne di Edonia, ma a differenza della tipologia di gioco presentata dalle modalità già descritte, in questo caso vi ritroverete davanti ad un action/spratutto in terza persona con innumerevoli influenze da picchiaduro e scorrimento e cinematografiche porzioni in quicktime event. Come rivelato da Capcom, tutte e tre le modalità di gioco saranno punti di vista differenti per un’unica storia globale, trame differenti tessute in parallelo che, di tanto in tanto, si incontreranno dando vita a straordinari momenti di pura suspense e immersività assoluta. Vi basti sapere che ogni coppia di protagonisti si ritroverà a dover affrontare oltre 10 ore di gioco a testa, quindi più di 30 ore globali a cui si aggiungono le varie modalità secondarie (occhio ai box per saperne di più). Tra queste la più interessante è senza dubbio quella in cui vi ritroverete a vestire i pann cremisi di Ada Wong, missione articolata in maniera molto simile a quella che fu “Another Ways” per Resident Evil 4 e che punta a regalare ai fan nuove ambientazioni di gioco, enigmi e puzzle estremamente complessi da risolvere e tutto l’alone di mistero che solo la spia orientale sa generare. In definitiva, Capcom sembra davvero aver dato ascolto a tutti i fan della serie, partorendo un prodotto poliedrico che fa della sua profondità e delle esperienze di gioco multiple il suo vessillo più lucente. Pur di non deludere nessuno, stavolta ragazzi di Osaka ci hanno regalato (minimo) quattro giochi in uno, tutti estremamente curati e convincenti come solo Capcom sa fare. A voi non rimane altro da fare che correre ad acquistare Resident Evil 6 e passare i prossimi mesi a scoprire il capitolo più longevo e appassionante dell’intera saga .

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