Potete scommetterci, la trama che sorregge l’avventura principale del nuovo LittleBigPlanet per PS Vita è intrigante al punto giusto e per certi versi quasi inquietante. Catapultato su Carnevalia, l’ignaro Sackboy incontrerà il Colonnello Flounder che, senza grossi preamboli, gli spiegherà come il piacevole e festoso pianeta si sia trasformato in un regno d’oppressione, tirannia e terrore. Il Burattinaio, un tempo acclamato e apprezzato artista, ha perso la ragione quando il pubblico ha cominciato a fischiare ai suoi spettacoli. Adirato e desideroso di vendetta, ha creato un’armata di Oscuri con cui ha conquistato ogni territorio e imposto le sue folli leggi. Starà a voi, impersonando il coraggioso Sackboy, affrontare una serie di prove al fine di guadagnare sufficiente esperienza per combattere e sconfiggere il malvagio dittatore. Naturalmente, non è intenzione degli sviluppatori creare una sceneggiatura da Oscar, ma vanno comunque riconosciuti dei meriti a questa trama stravagante, che introduce il pianeta Carnevalia, un luogo in cui gli opposti si incontrano. Sgargiante e colorato, distorto e disturbante, il paese è in grado di spaventare (nel delicatissimo stile di LittleBigPlanet) e di far sorridere allo stesso tempo. Il feeling è il medesimo già conosciuto nelle edizioni casalinghe della serie. A livello di gameplay non è cambiato nulla, se non la possibilità di interagire con lo scenario sfruttando touch-screen e touch-pad. La conformità con le esperienze già giocate su PS3 ci ripropone un level design favoloso e con una serie di meccaniche sempre capaci di sorprendere, meravigliando il giocatore ad ogni screen. Lo schema di controllo è ancora una volta semplicissimo… con un tasto si salta, con uno ci si aggrappa a determinate superfici, con l’analogico si muove il Sackboy, anche se come già detto a questi controlli si aggiungono di tanto in tanto quelli tattili e quelli giroscopici di Vita. Ancora una volta, siamo stati ammaliati dalla qualità raggiunta in termini creatività e originalità dalla saga. Tra livelli da percorrere a perdifiato per acciuffare l’highscore più alto e altri in cui era necessario muoversi con più accortezza, a farla da padrone era come sempre la varietà di situazioni proposte. Ci siamo trovati, per esempio, a muoverci con tempismo tra pareti che con cadenza regolare si spostavano spingendoci verso mortali spuntoni, a sfruttare respingenti per centrare al volo anelli utili per moltiplicare il punteggio, a far scomparire o apparire piattaforme usando ora il touch-screen ora il touch-pad. Il tutto poi va inserito all’interno del contesto artistico al quale ci ha ormai abituati la saga. Tra inquietanti volti di clown e le solite superfici colorate, la nostra esperienza ci ha spinto continuamente tra un brivido di paura e un sospiro di sorpresa. Passiamo ora ai livelli secondari e alla divertentissima “Sala Giochi”. I primi sono affrontabili solo trovando una chiave in quelli principali, e si allontanano dal genere platform per configurarsi come veri e propri minigiochi. Uno, ad esempio, era una riproduzione in salsa Sackboy di Schiaccia La Talpa. La Sala Giochi invece raggruppa vere e proprie esperienze di gioco alternative (che è possibile comunque creare con il potente editor). Qui si trovano stage che ben poco hanno da spartire con la campagna principale. Tapling, solo per citarne uno, ci ha posti al comando una sfera, da controllare unicamente via touchscreen, con il compito di attraversare indenne oscuri scenari pieni di nemici e ruote dentellate, come in un emulo di Monkey Ball. Una menzione particolare poi per la presenza di un corposo, utile e prezioso tutorial che vi spiegherà ogni strumento presente nell’editor di livelli. Viste le sue potenzialità, e la relativa complessità, si tratta di un’aggiunta assolutamente gradita e necessaria per invogliare anche i meno pazienti a fare almeno un tentativo di creazione. Prima di concludere la nostra recensione, non possiamo non menzionare una breve nota sulla grafica. Sebbene in certi casi si noti qualche calo di fluidità, in generale ci si può ritenere più che soddisfatti. Lo stile è immutato rispetto agli altri episodi, mentre modelli poligonali, texture e animazioni non sfigurano per nulla se confrontati con i risultati raggiunti su PS3. PS Vita fa il suo dovere in modo eccellente! .

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