Tutto quello che è bello, prima o poi finisce. È la realtà, e bisogna farci i conti. Ovviamente, questo vale anche per i videogiochi. Ci sono serie che proprio non riescono più a eguagliare il loro momento di massimo splendore, e si trascinano per qualche episodio decadendo progressivamente fino a crollare del tutto. I nostri ricordi d’infanzia e adolescenza ci riportano all’immortale Final Fantasy 7, sulla prima PlayStation, probabilmente uno dei giochi che più di tutti è riuscito a emozionare questa generazione di giocatori. Ma i tempi del capolavoro, dalla cui uscita sono passati 15 anni, sembrano più che mai lontani e la serie si ritrova a che fare con tanti passi falsi e con un pubblico che, purtroppo, sempre meno sembra essere interessato nei suoi confronti. Finale… ma non troppo Se dovessimo identificare l’inizio della decadenza di Final Fantasy, una scelta di Square Enix (non più Squaresoft, attenzione) che avrebbe avuto influenze fondamentali sul destino della serie, non avremmo dubbi. Parliamo di Final Fantasy X-2. Non ci riferiamo tanto alla qualità del gioco, che in nessun modo eguaglia la poesia e le emozioni che ci ha trasmesso Final Fantasy X, ma non è neanche l’obbrobrio che molti hanno voluto vederci. Ma se il gioco è così controverso, è perché ha violato quello che, salvo rarissimi casi, era un principio sacro di Final Fantasy. Ovvero, che ogni episodio ha una storia diversa e a sé stante. In molti ricollegano la scelta alla fusione di Squaresoft con la Enix. La neonata Square Enix doveva far quadrare i conti, a costo di prendere decisioni impopolari nei confronti dei fan, come creare seguiti e sfruttare, anche quando non necessario, storie e personaggi. FFX-2 ha spianato quindi la strada a tutta una serie di operazioni che hanno portato buoni frutti, ma in alcuni casi hanno anche infangato il suo buon nome. E c’è dell’altro… quando Final Fantasy aveva soltanto un numero, sempre diverso, dopo il titolo, ogni gioco portava con sé un’aura quasi mistica di serie intoccabile. Ogni nuovo episodio era un grande evento, attesissimo dai giocatori e bramato per anni. Ricordiamo tutti le leggendarie attese per i giochi realizzati da Squaresoft, dove ogni informazione veniva distribuita con il cucchiaino mentre i fan pregustavano già il capolavoro. E come se non bastasse, la creazione di infiniti sequel, prequel e spin-off ha aperto la strada all’arrivo di Final Fantasy anche su altre console il che, come vedremo più avanti, è un altro dei probabili motivi che ha portato alla situazione attuale. Non ti riconosco più sei cambiato Un altro grave colpo inferto alla credibilità della serie è stato sicuramente il suo dodicesimo capitolo. Final Fantasy XII non è un brutto gioco, tutt’altro, ma ha fatto infuriare i fan, che non vi ritrovavano più gli stilemi che avevano fatto grande la serie. FFXII assomiglia più a un GDR online che a un GDR in stile Giapponese. Mancano gli scontri casuali, il cast di personaggi ha degli sprazzi di genio ma non è sorretto da un protagonista carismatico quanto un Cloud o uno Squall e, sacrilegio, sono state rimosse persino le classiche invocazioni come Shiva o Ifrit. FFXII, insomma, di Final Fantasy ha ben poco. Square Enix ha sentito il bisogno di rinnovarsi e adeguarsi, probabilmente nel timore di non essere più al passo con i tempi. Ma, nel farlo, ha perso di vista tutti quei pilastri che i fan vedevano come inamovibili. Già nel suo dodicesimo capitolo, lo spirito di Final Fantasy cominciava a venire meno, lasciando i fan delusi e scontenti ma rimanendo comunque ancora troppo fedele a se stesso per reinventarsi del tutto e attirare nuovi giocatori. Insomma, un compromesso che non riuscì a mettere d’accordo nessuno. Numero sfortunato Tutto quello di cui abbiamo parlato finora, ci conduce inevitabilmente alla questione di Final Fantasy XIII, il punto di non ritorno della serie. FFXIII è la pietra dello scandalo, il gioco che sancisce la fine del legame tra Final Fantasy e la PlayStation. Un momento epocale per i videogiochi, paragonabile a quando Squaresoft decise di trasferire la serie dalla console Nintendo alla prima PlayStation. Ma c’era un motivo dietro quella scelta… PlayStation era la console più adatta a ospitare la visione dell’allora Squaresoft. FFXIII, invece, è un gioco non più pensato e costruito per PlayStation 3. Lineare, davvero troppo lineare, e con tante scelte di gameplay che lasciano intuire come il gioco sia stato rivisto alla luce di un allargamento al pubblico americano. In FFXIII, ancora più che nel suo predecessore, manca tutto quello che ha fatto grande la serie, come le città esplorabili o la possibilità di visitare il mondo liberamente a caccia di segreti. Ce ne sarebbero da dire sul tredicesimo capitolo, mentre il quattordicesimo (totalmente online) è stato talmente problematico dal momento del suo lancio in poi, che ha costretto Square Enix a fare tabula rasa e riaprire da zero i cancelli virtuali del gioco. Siamo a un vicolo cieco, insomma? Noi non ne siamo convinti. Abbiamo visto la luce in fondo al tunnel in Final Fantasy XIII-2. Imperfetto, sicuramente tutt’altro che un capolavoro, ma se non altro riprende tutto quello che non andava in FFXIII e lo corregge. Square Enix, finalmente, ha dato ascolto ai suoi fan, restituendo loro finalmente tutto quello che hanno chiesto a gran voce per anni. Forse saremo troppo ottimisti, ma Final Fantasy ha tutte le carte in regola per risollevarsi. Le nostre previsioni? Final Fantasy XV sarà un reboot. Forse, non avrà nemmeno il numero dopo il titolo. Riprenderà la struttura del settimo capitolo, avrà le telecamere con gli sfondi fissi e gli incontri casuali, naturalmente con dei modelli 3D ad alta definizione. La stiamo sparando grossa? Lasciateci sognare, almeno per qualche minuto, in attesa che sia Final Fantasy a farci tornare a sognare come ai bei vecchi tempi.

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