Suona la campanella e il ministro garantisce: quest’anno ci saranno un computer in ogni scuola e un tablet per ogni insegnante del Meridione. Ha l’aria di non scherzare il ministro Francesco Profumo quando annuncia la sua rivoluzione digitale negli istituti italiani. «Stiamo avviando un processo culturale nel Paese che va ben oltre la scuola», dichiara e sembra assai convinto delle sue parole e, soprattutto, delle sue cifre. Una raffica di cifre. La prima: 24milioni di euro che arriveranno a giorni per comprare i computer. Seconda: quasi 32 milioni destinati soltanto per le scuole delle quattro regioni del Sud della cosidetta Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) e che verranno usati per comprare i tablet, uno per ogni insegnante. Terza, ma tutt’altro che ultima: i 30milioni di euro che non verranno spesi per comprare la carta nelle scuole grazie, appunto, all’informatizzazione. Già, perché Francesco Profumo si è fatto fare i conti: in una scuola con circa mille alunni oggi si spendono oltre 6 mila euro per pagelle, registri, documenti, libretti. Meglio: si spendevano fino ad oggi, secondo i progetti ottimistici del ministro dell’Istruzione che vorrebbe far sparire immediatamente tutta la carta dalle scuole. Per questo ieri per inaugurare l’anno scolastico Profumo ha chiamato a raccolta al suo ministero di viale Trastevere le sue eccellenze sparse per l’Italia, scuole che con le tecnologie fanno i conti già da qualche anno. Le ha chiamate: «la ventunesima macroregione italiana». Poi ha dato la parola in collegamento ad alcune scuole di Firenze, di Mantova, di Brindisi, della Val di Susa. Ogni scuola a raccontare la propria esperienza digitale che l’ha già catapultata nel futuro, con i consigli di classe online, i registri elettronici, i badge per gli studenti che funzionano da carta di credito ma, soprattutto, da controllori delle presenze in aula. Per illustrare l’esperienza digitale a Roma, al ministero ha parlato Nicola Zingaretti, presidente della Provincia: ha in programma i suoi progetti «green economy». E ieri ha assicurato che entro novembre tutte le scuole della provincia di Roma saranno collegate in banda larga per l’uso di internet con un risparmio calcolato di oltre 100 mila euro l’anno rispetto all’attuale modalità del telefono (ovvero un costo annuo di circa 700 mila euro contro gli attuali 850 mila). «Questo risparmio è dovuto ai in canoni, alla manutenzione, alla traffico: verrà utilizzato per l’edilizia scolastica », ha garantito Zingaretti, consapevole che la scuola reale è ben più sofferente rispetto alla scuola digitale. Basta guardare quello che è successo a Cordenons, in provincia di Pordenone: in una scuola elementare è crollato il soffitto. Già: una bella parte della copertura è collassata sul pavimento del corridoio del secondo piano. Era notte. La notte prima del primo giorno di scuola: facile immaginare la tragedia che sarebbe potuta succedere, altrimenti. E la cosa grave è che non si riesce a capire le cause del cedimento, visto che non ci sono state né piogge né alcun altra condizione climatica avversa. (CORSERA)

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