Il primo gioco di Borderlands non era di certo a corto di follie. Grazie ai nani urlanti, ai coloni di pianeti alieni e alle armi fuori di testa, sembrava uno di quei sogni strani che ogni tanto si fanno. Solamente, con più esplosioni e senza Belen Rodriguez. Il secondo capitolo ha elevato il gioco, tirando fuori quel tipo di esperienza da cui si ottiene di solito uno “Scusa, ma che stai dicendo…?” come risposta quando si cerca di spiegarla. I nani urlanti ora arrivano legati ad altri nemici, per esempio. Ci sono anche nuovi avversari Goliath che si infuriano ancora di più quando fate loro saltare via la testa, devastando in stile “Hulk, spacca” tutto quello che si trova a portata di pugno mentre il loro cervello penzola attaccato alla spina dorsale. E poi c’è Tiny Tina. A Tiny Tina piacciono i tea party con le bambole. E le bombe. Immaginate una tempista di 11 anni con gli occhi da pazza e la voce che oscilla tra un esorcista baritono arrabbiato e un acuto ‘PAPÀ MI HA COMPRATO UN PONY!’. Conosce anche una gran quantità di lessico da rapper. ‘Da paura’ viene detto più volte, e le cose ‘spaccano di brutto’. Siamo sicuri che la reazione nei suoi confronti sarà istantanea. Distruzione divertente Tina ci piace perché ci piace Borderlands, e questo significa credere alla follia senza fare domande. Lo stile sopra le righe si diffonde nella personalità del mondo, nella storia, nelle armi. Quando il sottotitolo di un gioco parla di “vomitare l’anima dalla gioia”, potete anche prendere le sottigliezze e spedirle a calci su un altro pianeta. Se venisse realizzato un cartone per bambini da mandare il sabato mattina i cui protagonisti si sparano con proiettili infuocati, sarebbe esattamente così. I nemici si dividono in categorie. I banditi, gli uomini e le creature più piccole sono soltanto fastidiosi, utili per fare pratica con le armi che inceneriscono, elettrizzano o corrodono oltre che sparare. Poi ci sono nemici più grandi, come i Golia, che sparano attacchi elementali oltre a mordere e graffiare. E infine ecco gli avversari che attaccano da lontano, dai lanciarazzi ai falchi, macchine volanti che somigliano a elicotteri. Solitamente attaccano tutti insieme, il che è molto tosto, per usare il “borderlandese”. La sensazione è un po’ quella di Doom, mentre vi muovete, decidete quali bersagli riempire di piombo e vuotate caricatori come se non ci fosse un domani. Proiettili fai da te Le armi offrono vari attacchi elementali e la loro creazione casuale fa sì che non saprete mai cosa avrete in mano. Noi abbiamo usato un mitra con proiettili infuocati, un fucile esplosivo e una chain gun che sputava acido. Come molti degli obiettivi del primo gioco, la missione che abbiamo provato era una quest di ricerca, ma con scontri divertentissimi. Tiny Tina aveva una serie di preparativi per il suo tè, e tutto è finito con il rapimento di un bandito, i cui amici dovevamo tenere lontani mentre Tina serviva la torta. Era solo una missione secondaria, e abbiamo comunque esplorato la vasta città di Sanctuary. Stiamo vivamente sperando di ritrovarci, a gioco finito, un’avventura open-world alla Skyrim. Se potremo farlo anche in co-op, l’idea di vomitarci l’anima dalla gioia potrebbe non essere poi così peregrina.

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