Voltaic Spark Case è una borsa pensata per mantenere efficienti il nostro iPad e il nostro telefono cellulare, sfruttando l’energia solare grazie al suo sistema di pannelli più batteria. Sottile, relativamente leggera e poco ingombrante, la Spark è praticamente un guscio rigido con la parte frontale occupata da quattro ampie celle fotovoltaiche, duri e resistenti come una corazza. All’interno troviamo la batteria che accumula l’energia elettrica prodotta, alcune tasche in rete in cui infilare il telefono, qualche effetto personale e il cavetto USB Apple, e un’ampia sezione grande come tutto il retro in cui alloggiare il nostro tablet, anche con una custodia un po’ ingombrante. Robusta e pratica, la Spark è caratterizzata da materiali e cuciture solidi e un design funzionale le cui uniche concessioni sono il logo a sbalzo sul retro e quello in gomma sul davanti, che include un LED collegato direttamente ai moduli solari. Dedicato a contenere i nostri apparecchi elettronici, la Spark può essere portata a tracolla o prendendolo per la maniglia, da usare da solo per spostamenti in città o come accompagnamento ad una valigia o a uno zaino quando siamo in viaggio. Ma riesce davvero a starci dietro? Abbiamo messo alla prova Voltaic Spark Case, e l’abbiamo trovata un accessorio decisamente interessante, anche se con alcuni caveat. La borsa Voltaic Spark Case è equipaggiata con quattro moduli fotovoltaici monocristallini da 2 Watt l’uno, per un totale di 8 Watt prodotti dall’intera borsa se opportunamente esposta in pieno sole. I pannelli sono piuttosto leggeri ma al tempo stesso coriacei: anche sedendoci con la borsa dietro la schiena e appoggiandoci non notiamo alcun cedimento. La batteria ai polimeri di litio ha una capacità di 10.600mAh, e quando è piena è sufficiente a ricaricare completamente un iPad di prima o seconda generazione, oppure un nuovo iPad di circa il 70%. È dotata di due uscite USB, che possono essere usate contemporaneamente: una a bassa potenza per cellulari e lettori MP3, e una ad alta potenza per ricaricare tablet. I tempi sono paragonabili a quelli di una normale ricarica. La batteria può essere riempita collegandola alla rete elettrica tramite la porta USB di un computer oppure, ovviamente, tramite i pannelli solari. All’interno della borsa troviamo un alloggiamento dedicato, dove la batteria viene tenuta ferma da un robusto elastico ed è possibile collegarla al cavetto proveniente dai pannelli. Quando si sta ricaricando, i quattro LED rossi si accendono in sequenza, e quelli fissi indicano il livello di carica raggiunto. Questo può comunque essere verificato in qualsiasi momento premendo il pulsante per qualche secondo. La fattura dello zaino è buona, e anche senza trattarlo particolarmente bene non abbiamo notato logorii. La zip è solida e scorre bene. La tracolla rimovibile ha un aspetto più fragile, ma all’atto pratico non ci ha dato problemi. La borsa, pannelli e batteria compresi, pesa circa un chilogrammo, ed è abbastanza leggera da essere maneggevole e non pesare particolarmente sulla spalla anche con l’iPad dentro. I pannelli e il materiale di cui è fatto la borsa dovrebbero essere impermeabili, ma dopo un acquazzone abbiamo avuto la spiacevole sorpresa di trovare l’interno decisamente umido: meglio quindi evitare di lasciare la borsa sotto la pioggia battente, o in caso cercare di proteggerla per evitare danni ai nostri dispositivi e alla batteria. Abbassando le zip fino in fondo e aprendo i lati di velcro la borsa può essere aperta completamente. Potremo notare come i fili non penzolano, ma sono ben riposti e fissati alla della struttura della borsa. Oltre al cavetto per ricaricare la batteria possiamo notarne un altro con un jack femmina, che permette di collegare, tramite opportuno adattatore, un apparecchio elettronico direttamente ai pannelli fotovoltaici: questo risulta particolarmente utile per alcune macchine fotografiche, che necessitano corrente a 12V invece dei 5V forniti dalla batteria. Il selettore è nella parte interna della metà anteriore della borsa, e va riportato ai 6V ottimali per la batteria prima di ricollegarla. In condizioni ottimali la batteria fornita da Voltaic dovrebbe ricarcarsi completamente in dieci ore circa. In realtà i fattori che fanno calare l’efficienza sono tanti, da un’angolazione non ideale ad un cielo velato, fino ad azzerarla con nuvole spesse o un’esposizione in ombra. Muovendosi normalmente è decisamente facile incappare in una o più di queste situazioni, sopratutto in città. Per ottimizzare l’esposizione al sole dovremo ricordarci di spostare la borsa sulla spalla rivolta al sole mentre camminiamo e se possibile non lasciarla in ombra quando ci fermiamo. In città può essere particolarmente utile individuare almeno un davanzale soleggiato per ottenere qualche ora di luce diretta anche quando siamo chiusi dentro: l’ideale sarebbe a sud, o sfruttare esposizioni diverse nel corso della giornata. Se il nostro programma è quello di fare una gita fuori porta, la cosa migliore da fare sarà partire con la batteria già completamente carica, per poi utilizzare il sole per prolungare la nostra autonomia. Per ricaricare un cellulare (noi abbiamo provato con un iPhone) è sufficiente un quarto di batteria, ed è decisamente più facile ottenerlo nel giro di pochissime ore. Con l’iPad, un’aspettativa realistica è di riuscire ad ottenere una batteria piena nel giro di qualche giorno, o utilizzarla quando è piena a metà o tre quarti per una ricarica parziale del nostro tablet. Se il fotovoltaico portatile è la scelta giusta per noi devono dircelo le nostre abitudini e le nostre aspettative. Se usiamo l’iPad in maniera non assidua probabilmente riusciremo a ricaricarlo spesso, se non sempre, con l’energia solare. Se ne facciamo invece un uso intenso e arriviamo spesso a sera con la batteria in rosso, allora Spark è da considerare più che altro come batteria di backup, utile occasionalmente ad evitare di rimanere con l’iPad spento proprio sul più bello. La Spark Case di Voltaic non è una borsa adatta a ogni tipo di utente e con un prezzo di listino di 279 Euro, non è un accessorio proprio economico. Se però utilizziamo molto l’i- Pad, siamo spesso in movimento e ci teniamo ad affrancarci almeno un po’ dalla rete elettrica e dalla ricerca spasmodica di una presa libera, allora può rivelarsi l’investimento giusto per aumentare l’autonomia del tablet e la nostra tranquillità.

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