Uscire dalla porta per rientrare dalla finestra. Sembra essere questa la strategia adottata da Google nei confronti di Apple. Ci eravamo lasciati l’ultima volta con l’impor tante decisione della multinazionale di Cuper tino di abbandonare l’utilizzo, sui propri dispositivi, delle mappe realizzate da Google per proseguire con mappe prodotte insieme a Tom Tom. Oggi, a distanza di un paio di mesi, annotiamo che Big G ha scelto di rispondere non limintando i propri prodotti per iPhone o iPad ma al contrario di Apple, aumentandone l’offerta rendendo disponibile per iPad e iPhone il suo browser Chrome che da tempo ha scalato le classifiche di gradimetnto tra gli utenti della rete. La scelta ha premiato subito Google facendo diventare l’applicazione una delle più scaricate dall’iTunes App Store. Il segreto del successo di questo browser che ha già spopolato su Mac e PC è semplice. Il browser è gratuito, leggero, completo, facilmente personalizzabile e in grado di sincronizzare le ricerche e tutte le informazioni che ruotano attorno all’account Gmail (il servizio di posta elettronica più dif fuso al mondo con oltre 425 milioni di iscritti) che fa da perno a tutto. È quello il punto di par tenza e di arrivo di ogni cosa, che permette di por tare sempre con se tutta la propria attività: contatti, documenti, immagini, ecc… Cer to Apple non ha accusato il colpo rimanendo inerme. C’è sempre qualche sorpresa dietro l’angolo o novità da lanciare sul mercato nel momento in cui la concorrenza si fa troppo agguerrita. PEr prima cosa Apple ha cercato di rendere dif ficile alla concorrenza af fermarsi nei propri dispositii. Ad esempio, velocità, aspetto dei siti e compatibilità sono più o meno gli stessi di Safari. C’è inoltre la poca praticità di dover installare estensioni e l’aggiornamento del programma non automaticamente via Apple Store. Si tratta di uno svantaggio non di poco conto che però non ha dissuaso abbastanza gli utenti fino al punto da farli desistere dall’instalazione del browser. Per migliorare il proprio browser, Apple ha in serbo alcune contromosse. In rete sono in molti a parlare dell’operazione Nitro, un protocollo, impiegato da Safari che sfrutta la tecnologia Just in Time. Una serie di comandi che consentono a Safari di implementare la sua velocità per renderlo più apetibile ai propri utenti. Apple ha negato a Google l’utilizzo dell’ultima release di questa tecnologia. E a Mountain View sono s tati costretti a utilizzarne una versione precedente. Un ostacolo che non ha formeto l’ingresso irruento di Google nel settore dei browser anche sui dispositivi mobili Come i duellanti nel film di Ridley Scott, la sfida non sembra conoscere pause. Le prossime stilettate sono di cer to dietro l’angolo. Resta solo da capire quale sarà il prossimo colpo.

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