Che il sistema di ricerca sia molto potente in un telefono il cui OS è ideato da Google sembra quasi una tautologia, ma in realtà nel corso dello sviluppo di Android anche il sistema di ricerca ha subito la sua buona dose di cambiamenti e tutti in tempi relativamente recenti. La “barra di Google”, presente anche nelle vecchie versioni di Android, è sempre stata in realtà in grado di fornire risultati da molteplici fonti e non solo dal noto motore di ricerca: rubrica, segnalibri, applicazioni e molte altre fonti possono essere utilizzate, costituendo le così dette “ricerche locali” (che tra l’altro sono state recentemente oggetto del contendere in una delle tante cause che vedono Apple opposta a Samsung e altri produttori di dispositivi Android). Si tratta di un buon inizio ma è soltanto una piccola parte dell’opera. Con l’avvento di Ice Cream Sandwich è purtroppo avvenuta quella che personalmente considero una sorta di “piccola involuzione”, ovvero la perdita del pulsante dedicato alla ricerca. I tasti fisici di Android erano infatti sempre stati quattro (menu, home, indietro e cerca), mentre nella versione 4 dell’OS sono passati a tre, eliminando appunto quello dedicato alla ricerca, a vantaggio della barra omonima presente in maniera persistente sulla homescreen di Ice Cream Sandwich. In realtà l’utilità di tale pulsante stava anche nel fatto che, premendolo quando era avviata una qualche applicazione, veniva avviata (se presente) la ricerca all’interno della stessa, cosa che altrimenti andava attivata tramite menu o altri tasti a schermo. La barra di Google è divenuta quindi unelemento ancor più centrale per Android, sebbene la funzione di ricerca in sé non abbia subito particolari modifiche. È però con l’avvento di Jelly Bean che le cose cambiano radicalmente. Dal lancio di Siri in poi c’è stato un gran parlare di assistenti vocali e di interazione vocale con il proprio smartphone, ma la soluzione di Apple, per quanto funzionale per certe cose, è nella maggior parte dei casi più divertente che utile, tanto che dopo l’entusiasmo iniziale dovuto alla novità e facile abbandonarla per tornare ad un sistema più canonico, meno avveniristico, ma anche più semplice ed efficace. Google ha fatto qualcosa di diverso: ha potenziato il sistema di ricerca in Android 4.1, sia essa vocale che testuale, cercando di anticipare in parte quelle che possono essere le esigenze dell’utente e soprattutto integrandone le funzionalità con altre applicazioni. Google Now, com’è stato ribattezzato il sistema di ricerca di Jelly Bean, è infatti tanto potente testualmente, quanto versatile vocalmente (in particolar modo in inglese, almeno per il momento), ma soprattutto è forse il primo applicativo di Google che riesce davvero ad integrare e sfruttare i servizi delle altre app di Mountain View: chiedendo dov’è il ristorante più vicino verrà avviato automaticamente il navigatore che ci guiderà a destinazione e passare alla visuale di Street View sarà solo questione di un attimo, mentre il traduttore sarà pronto ad entrare in gioco se volessimo avviare una conversazione in un’altra lingua. Google Now sembra insomma destinato ad essere il perfetto filo di Arianna, che potrà rendere sempre più consistente l’esperienza Android.

Le Schede Now Una delle novità più chiacchierate di Jelly Bean sono senz’altro le così dette “schede now”, che appaiono al di sotto delle ricerche e, nel corso del tempo, imparano dalle nostre abitudini, in modo da cercare di venirci incontro anticipando le nostre esigenze. Abbiamo la scheda meteo; quella dedicata al traffico, che si attiverà per indicarci il tempo di percorrenza previsto per le mete che frequentiamo abitualmente; la scheda del trasporto pubblico, che nelle città in cui sono disponibili le informazioni sui mezzi visualizza orari e tempi di percorrenza; la scheda voli, che appare dopo aver effettuato ricerche in ambito aereo; la scheda sport, che mostra i risultati e i punteggi delle squadre che ricerchiamo più di frequente; l’immancabile scheda degli appuntamenti, che si attiva per ogni evento del calendario; le schede valuta e ora di casa, che compaiono quando visitiamo luoghi con conio/ orario differente dal nostro; e infine la scheda luoghi, che appare in prossimità di mete interessanti nelle vicinanze. Le opzioni sono insomma moltissime, ma nel bene e nel male non starà a noi decidere quali visualizzare o meno: sarà Google Now a stabilire quali informazioni visualizzare a seconda del luogo in cui ci troviamo, dell’orario e delle ricerche effettuate. Per ogni scheda è inoltre possibile impostare una notifica in modo da essere avvisati in seguito al verificarsi di certe condizioni (ad esempio con traffico insolitamente intenso). Ogni scheda può essere disattivata se pensiamo di non utilizzarla mai ed è possibile configurare anche più di un tipo di notifica.

La ricerca vocale La ricerca vocale è purtroppo, per adesso, quasi la stessa di sempre, nel senso che non ha subito cambiamenti influenti come quelli presenti nella versione inglese, nella quale è diventata più simile ad un assistente vocale “alla Siri” che ad una semplice funzione di ricerca. Per migliorarne il funzionamento possiamo comunque prendere dei piccoli accorgimenti. Andiamo anzitutto nelle impostazioni alla voce “lingua e immissione” e assicuriamoci che sia selezionata come prima voce l’Italia. Scorriamo poi la pagina fino in fondo e premiamo su “ricerca vocale”: qui impostiamo nuovamente l’italiano e decidiamo se bloccare o meno le parole offensive, inoltre, per attivare i comandi vocali anche in assenza di connessione, è utile scaricare il riconoscimento vocale offline tramite l’ultima opzione (sono circa 15 MB). Tornati nuovamente alla pagina “lingua e immissione” scegliamo ora “output sintesi vocale”, selezionando poi il motore di sintesi vocale Google: premendo sulle impostazioni di quest’ultimo assicuriamoci di installare i dati vocali per le lingue di nostro interesse e di scegliere l’italiano come lingua principale. In questo modo dovremmo godere di un buon riconoscimento del parlato, a patto di scandire bene le parole e senza troppe interferenze di fondo.

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