L’evoluzioni- tecnologica ha porcaio a un aumento straordinario delle dimensioni degli archivi. Per questo, negli ultimi anni è sorta la necessità di scambiare file di grandi dimensioni: una domanda a cui diverse società hanno risposto con i servizi di “file hosting” (o “cyberlocker”), server sui quali è possibile caricare i propri dati per condividerli con altri utenti. Uno dei siti di file hosting più apprezzati è stato Megauphad, appartenente all’omonima società con sede ad Hong Kong, fondata nel 2005 dall’imprenditore tedesco Kim Dotcom. Un servizio che è start) nel tempo affiancato da Afegavic/eo (streaming video), Afegap/x (archiviazione di foto) e Megapatn (contenuti per adulti). Gli introiti della società provenivano dai banner pubblicitari e dalle iscrizioni Premium, grazie alle quali gli utenti potevano annullare restrizioni quali i limiti di tempo e di banda. Come accade spesso in questi casi, alcuni utenti di Megaupload hanno iniziato a farne un uso illegale, condividendo materiale protetto da diritto d’autore. Un problema condiviso con numerosi altri cyberlocker, ma che nel caso di Megaupload è stato amplificato dai 180 milioni di utenti e dai 50 milioni di visite giornaliere. Appoggiandosi a Megavideo, numerosi siti e blog offrivano intere collezioni cinematografiche fàcilmente accessìbili anche a chi accede ad Internet occasionaimente. Era inevitabile, dunque, un’attenzione da parte delle major BATTAGLIA IN RETE La storia della battaglia giurìdica tra Stati Uniti e Kim Dotcom inizia il 19 gennaio 2012,quando il Dipartimento di Giustizia statunitense chiude mc^nipluiul.aim e gli altri siri della sociern. Il giorno successivo, la dogana di Hong Kong congela $9 milioni di dollari appartenenti alla compagnia. Nello stesso giorno, dietro richiesta dell FBI, la polizia neozelandese fa irruzione nella casa eli Kim Dotcom a Coatesvillc, vicino Auckland, arrestandolo insieme ad alcuni suoi soci. Le accuse includono estorsione, violazione dei diritti d’autore, riciclaggio e frode. La richiesta di libertà su cauzione viene inizialmente negata per timore di una possibile tuga. Il 22 febbraio, la corte distrettuale di North Shore rovescia la decisione, ritenendo Kim Dotcom impossibilitato a fuggire a causa del congelamento dei suoi beni. Sebbene fuori prigione, non può allontanarsi a più di 80 Km da casa e gli viene vietato l’accesso a Internet, eccezion fatta per la posta elettronica. Nel frattempo, il governo americano chiede alla corte neozelandese l’estradizione di Kim Dotcom e dei suoi soci. Ma alcune settimane più tardi arriva un nuovo colpo di scena: un errore procedurale commesso durante l’arresto mette in torse l’intero processo, il cui inizio è previsto per il 6 agosto, aprendo la possibilità che Kim Dotcom venga definitivamente liberato e recuperi tutti i suoi averi, in parterestituiti da una sentenza dell’alta corte neozelandese. DOTCOM TORNA A CINGUETTARE Kim Dotcom viene affrancato dall’ondine restrittivo che lo costringe a stare lontano dalla Rete e ne approhtta jx-r creare un account Twitter . In uno dei primi tweet ringrazia Steve Wozniak per il sostegno morale e il suo supporti) alla Electronic Frontier Foundation, accompagnando il messaggio con una foto di lui e “Woz” scattata nella villa neozelandese dove si trova ai domiciliari. Ma com’è nata questa bizzarra unione-* Wozniak è stato uno dei primi finanziatori dell’EFF organizzazione no-profit composta da avvocati ed esperti in legge che si batte per la tutela dei diritti e della libertà di parola nell’era digitale. Oltre a sensibilizzare politici e opinione pubblica sulle libertà civili legate alla tecnologia, TEFF si occupa attivamente della loro difesa. Nel caso Megaupkxid, l’organizzazione è intervenuta per consentire agli utenti di recuperare i file legalmente caricati sul servizio di hosting, chiedendo a Girparhia, la società die possiede i server con i file, di conservare tutti gli archivi copiati.

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