Ma quanto è sostenibile questo modello economico? Alcuni clienti pubblicitari sono delusi dai pochi clic degli utenti, riferisce il Prof. Mario Fischer, esperto di e-commerce. Zynga vuole perfino diventare indipendente da Fb sviluppando una sua piattaforma. “Facebook deve ancora scoprire un modello economico sostenibile e di lungo termine che giustifichi l’eccessivo entusiasmo dei mercati finanziari”, sostiene Fischer. Come può scoppiare la bolla Facebook? Facebook dovrà monitorare i dati utente molto più attentamente di quanto abbia fatto finora. Il problema è se gli utenti approveranno. Già oggi la fiducia in Facebook è in forte calo. Secondo l’indice di soddisfazione dei consumatori americani, Facebook si classifica alle spalle di Google e di altre aziende pubblicitarie e guadagna qualche posizione in più solo rispetto all’Irs, l’amministrazione finanziaria americana. La questione sui limiti da porre al fin troppo abusato data mining è discussa anche dagli incaricati alla protezione dei dati e dalla commissione americana del commercio (Ftc). In questo caso Facebook potrebbe ben presto oltrepassare i confini giuridici. Gli utenti sono infastiditi dalle nuove feature come dimostrato dall’introduzione della Timeline. La conseguenza: già oggi interi gruppi migrano altrove, sostiene Mario Fischer. Tutto ciò ha in parte anche delle motivazioni profane: i giovani vogliono navigare nello stesso social network dei genitori? Proprio no. Il naturale ciclo vitale dei social network è sempre stato limitato, perché i luoghi d’incontro sociali (digitali o analogici) che oggi sono popolari possono cambiare. E anche velocemente. Se Facebook passa di moda e nasce un’alternativa (come Google+), inizierà un vero e proprio esodo, continua Fischer. E senza utenti, Fb non è altro che una camera di studenti vuota, in cui Mark Zuckerberg aspetta invano gli ospiti del party. Conviene acquistare le azioni Facebook? “Personalmente non acquisterei le azioni Facebook”, afferma l’esperto di Borsa Dirk Müller, “poiché è difficile stimare come si comporterà l’azienda in futuro”. Tutto questo a prescindere dall’iniziale tonfo del valore delle azioni. Facebook già oggi è così grande che è impossibile immaginare se crescerà ancora e come si evolverà. Ma la Borsa vive proprio di questa prospettiva e dell’illusione che possa derivarne qualcosa di ancora più grande, secondo Müller. L’esperto non considera positivamente l’acquisto di Instagram e afferma: “Il miliardo speso per l’acquisto di un’app mi fa dubitare della strategia di Facebook”. Ciononostante Zuckerberg & Co. potrebbero essere i grandi vincitori dello sbarco a Wall Street perché in Borsa viene scambiata solo una piccola parte delle azioni. La maggior parte rimane di proprietà del fondatore, dei suoi collaboratori e degli investitori, le cui quote, dopo la quotazione in Borsa, acquisteranno molto più valore delle ambite azioni pubbliche, forse già da subito un multiplo dell’attuale 30%. Ciò che per il piccolo investitore è un enorme guadagno, per il multimiliardario Zuckerberg è solo il primo passo per trasformarsi da super a megaricco.