La relazione semestrale sulla trasparenza di internet, presentata dall’azienda di Mountain View, rivela le numerose richieste di cancellazione presentate dai governi.Google ha presentato il Transparency Report, documento semestrale che, tra le altre cose, informa sulle richieste di cancellazione sottoposte all’azienda da parte degli Stati. Nel secondo semestre del 2011, le richieste dei governi per la rimozione dai risultati di ricerca di blog e video sono leggermente diminuite, ma ciò che più sconcerta è che non si tratta di contenuti illegali, quanto di opinioni contro i politici al governo. Dorothy Chou, Senior Policy Analyst di Google, ha dichiarato nel blog ufficiale dell’azienda il suo rammarico per il fatto che tali richieste siano partite in gran parte dalle nazioni occidentali. L’Italia non compare nell’ultimo semestre analizzato, mentre era presente in quello precedente, con una richiesta da parte della Polizia di rimuovere da YouTube un video satirico sullo stile di vita di Silvio Berlusconi. Google non ha accettato la richiesta. Lo stesso è accaduto per i politici di Spagna e Polonia, per i quali Google non ha proceduto alla rimozione. Caso contrario invece per i siti neonazisti tedeschi che inneggiavano al razzismo, cancellati su richiesta della Germania. Nella seconda parte della relazione il Gigante dei motori di ricerca riporta le richieste di cancellazione relative al diritto d’autore. Come previsto, la maggior parte delle richieste proviene dalle case discografiche e dalle major cinematografiche, anche se in base al Transparency Report in cima alla classifica dei richiedenti c’è Microsoft. Non sorprende che tra i siti più cancellati vi siano quelli di file sharing, soprattutto filestube.com e torrentz.eu. Per inciso, la Cina è scomparsa completamente dalla relazione di Google poiché le richieste di cancellazione sono considerate segreto di Stato, quindi Google non può pubblicarle nella lista semestrale.

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