Apple-Samsung 1-0. E’ finita così la prima «partita» davanti a un tribunale californiano fra i due colossi mondiali della tecnologia. Secondo i giudici di San Josè (due donne e sette uomini rimasti 22 ore in camera di consiglio) la società sudcoreana ha copiato tecnologie e funzioni di iPhonee iPad, i due gioielli prodotti dall’ azienda fondata da Steve Jobs. Naturalmente siamo solo al primo round di una battaglia che si preannuncia molto lunga. Intanto Samsung ha già annunciato che presenterà ricorso, mentre la Apple nei prossimi sette giorni ricorrerà di nuovo al tribunale per chiedere di bloccare la vendita dei prodotti Samsung negli Stati Uniti. La sentenza dice che i sudcoreani dovranno pagare a Apple ben 1,05 miliardi di dollari (circa 800 milioni di euro). Si tratta di una cifra consistente, più bassa rispetto ai 2,5 miliardi richiesti dall’azienda di Cupertino, ma molto più alta rispetto alle aspettative di Samsung. Se Apple riuscirà a far bloccare negli Usa le vendite dei prodotti «copiati» rafforzerebbe di molto la sua posizione sul mercato (al momento i due colossi controllano oltre la metà delle vendite del settore). Un mercato che non conosce crisi. Nel 2012 si stima che queste tecnologie produrranno un fatturato di 207 miliardi di dollari: nelle vendite di smartphonme è in vantaggio la Samsung mentre Apple è in testa nella vendita di tablet (nel secondo trimestre di quest’anno ne ha venduti 17 milioni, per una quota di mercato vicina al 70%). Per i giurati la Samsung avrebbe infranto sei brevetti della Apple, di cui tre volontariamente. Fra i brevetti violati ci sono quelli relativi al multitouch, o poi lo scorrimento sul touch screen e alcune modalità di zoom e navigazione. Respinto, invece, il ricorso di Apple che accusava Samsung di aver copiato anche il design dell’iPad (forma rettangolare e gli angoli smussati). Le reazioni sono state immediate. Nelle ultime battute alla Borsa diNewYork (la sentenza è arrivata nel tardo pomeriggio di venerdì negli Usa) il titolo Apple è salito dell’1,82% a 675,90 dollari. E i portavoce hanno tuonato: «Dai giudici un messaggio forte e chiaro: rubare non è giusto. Facciamo questi prodotti per la gioia dei nostri consumatori e non perchè vengano copiati dai nostri competitor». Samsung replica: «Il verdetto riduce l’innovazione e la scelta. Comunque non è detta l’ultima parola. Contiamo su un rovesciamento della sentenza e se le nostre istanze non saranno accolte, presenteremo ricorso alla Corte d’Appello». La prossima battaglia? E’ probabile che Apple metta ora nel mirino le aziende che utilizzano il sistema operativo di Google, cioè Android, che lo stesso Steve Jobs aveva definito un «prodotto rubato». «Per questo sono disposto a un guerra termonucleare», aveva scritto nell’autobiografia, uscita dopo la sua morte avvenuta il 5 ottobre dell’anno scorso.

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