vediamo un’informazione precisa dove normalmente vedremmo una sua approssimazione. Retina, poi. ci viene in aiuto anche quando decidiamo di abbassare la risoluzione, magari per consentire a un gioco in 3D di produrre più fotogrammi al secondo. In uno schermo tradizionale da, per esempio. 1920×1200 pixel, il massimo che possiamo fare per ottenere una risoluzione priva di artefatti è “scendere” a 960×600 pixel, ammesso che il gioco ci permetta di farlo. Qualunque altro valore costringerebbe lo schermo ad assegnare a ogni “pixel visualizzato” un numero diverso di “pixel fisici” sulla matrice del display. Insomma, visto che la matrice è fissa e non si scappa, alcuni pixel sullo schermo potrebbero occupare due punti fisici, men tre magari quelli attigui uno solo. I nostri monitor normalmente applicano delle tecniche di compensazione per evitare le aberrazioni, ma la cosa spesso si traduce in immagini notevolmente sfocate. I display Retina, quadruplicando il numero di pixel fisici a disposizione, possono imitare notevolmente i danni, affrontando le minori risoluzioni con maggiore precisione. Trucchi e soluzioni Come può il display Retina cavarsela così bene anche con risoluzioni di cui 2880×1800 pixel non sono multipli? Con una doppia conversione: il rendering avviene al doppio della risoluzione nominale, per esempio 3840×2400 pixel invece di 1920×1200. dopodiché viene scalato alle dimensioni effettive dello schermo. Retina, in pratica, ci offre in ogni occasione lo stesso tipo di vantaggio che, in un videogioco in 3D. comporta il passaggio a una risoluzione superiore: meno scalettature anche senza ricorrere a tecniche di compensazione come l’antialiasing. E. ovviamente, ci permette di stipare nello stesso numero di pollici un maggior numero di informazioni, un po’ come capitava con i vecchi display a tubo catodico quando si “saliva” oltre una risoluzione ideale per le loro dimensioni. Tecniche simili si stanno intravvedendo anche nel mercato dei televisori ad altissima definizione, ma passerà ancora molto tempo prima che i costi al pubblico, la diffusione e soprattutto la disponibilità di trasmissioni televisive e contenuti multimediali a risoluzioni superiori al Full-HD diventeranno ottimali. Nel frattempo, Apple ha messo il suo solito piede avanti, arrivando prima di tutti gli altri. E speriamo che gli altri la seguano!