Cè tutta la filosofia di Panasonic nel nuovo Eluga, smartphone di fascia medio/alta che segna il ritorno dell’azienda giapponese sul mercato italiano della telefonia mobile. Il sistema operativo, manco a dirlo, è Android (2.3). E non solo perché Google lo propone gratuitamente ma perché è il sistema operativo più apprezzato dagli utenti. Ma per vincere la scommessa ci vuole di più, ci vuole qualcosa che sia in grado di dare identità a un prodotto chiamato a riflettere le ambizioni di un grande brand. Ecco dunque l’abbinamento di due caratteristiche oggi fra le più ricche di appeal: una scocca unibody supersottile e a prova di infiltrazioni. Spesso solo 7,8 millimetri, può restare immerso in acqua fino a 30 minuti alla profondità di un metro, come da specifiche IP57. L’alloggiamento per la micro Sim card e la presa micro Usb per lo scambio dati e la ricarica sono infatti protette da due coperchi con guarnizioni in gomma (fate attenzione a chiuderli bene per garantire l’impermeabilità). È fatto così C’è di più. L’Eluga è bello: il design è un gradevole accostamento di linee rette e angoli vivi con le forme arrotondate della parte posteriore della scocca. Il risultato è un oggetto elegante, comodo da tenere in mano e che richiama gli sguardi. Panasonic riesce così a conferire un valore estetico importante a un modello chiamato a confrontarsi con una pletora di altri cellulari animati dallo stesso sistema operativo. Le scelte stilistiche portano ad alcuni compromessi, naturalmente. In fatto di ergonomia, ne è esempio il posizionamento dei tasti del volume e dì accensione e spegnimento, non comodissimi sul retro della scocca. In fatto di efficienza d’uso, lo è la batteria: per raggiungere i 7,8 millimetri di spessore Panasonic ha dovuto contenerne la capacità, che garantisce così solo 1.150 mAh, un quantitativo comunque adeguato a terminare la giornata di lavoro. Per consentire un utilizzo più “razionale” delle risorse energetiche il produttore ha integrato in Android un efficiente sistema di power managerment che permette di ridurre le richieste di energia del sistema. Altra particolarità da notare è la posizione della capsula auricolare, non al centro dello smartphone ma spostata a destra. Telefonando con il cellulare accostato all’orecchio sinistro potrete godere di un audio migliore perché la capsula auricolare risulterà al centro dell’orecchio. Viceversa, con il cellulare sulla destra la capsula auricolare risulterà più in basso del dovuto. La posizione stessa del bilanciere del volume, come accennato prima, rende scomodo telefonare con la mano destra (regolare l’audio diventa un’acrobazia). Ergonomici e ben funzionali invece i tasti a sfioramento presenti sotto il display. Ne troviamo tre: la home menù opzioni e il indietro; i più utili. [.’hardware Le armi più affilate dell’Eluga (design e impermeabilità a parte) sono la Cpu dual core Texas Instruments Omap 4430 a 1 GHz di frequenza che se la cava dignitosamente in ogni contesto (stranamente la grafica della home page non è fluidissima) e il display Amoled da 4,3 pollici ad alta risoluzione (540×960 pixel). L’abbinamento di questi due elementi – oltre al quantitativo di 1 GB di Ram – consente una piacevole esperienza d’uso di tutti i servizi messi a disposizione da Android. Il display, in particolare, risulta brillante e in grado di riprodurre neri profondi. Anche la sua sensibilità al tatto è buona e sarà aprezzata nelle operazioni pinch-to-zoom in pagine i e foto.

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