Il numero di tecniche eseguibili crescerà con l’avanzare del gioco, grazie a dei veri e propri dojo nei quali allenarsi e sbloccare nuove abilità. I classici film ambientati a Hong Kong e dintorni (come il fantastico Ong Bak, del bravissimo Tony Jaa) sono state tra le più forti ispirazioni, e United Front ha tentato di riprenderne il più possibile i tratti caratteristici. La riproduzione di Hong Kong parla da sola… dai chioschi che vendono cibo per strada fino ai distretti più malfamati, la nota metropoli cinese è resa egregiamente nelle sue uniche atmosfere. Peccato solo che la vera spina nel fianco del titolo Square Enix sia proprio il comparto tecnico incaricato di ricreare nella sua maestosità questa dispersiva città. Il contrasto tra i nuovi modelli poligonali, un engine “classe 2009” e un discreto lavoro di motion capture, finisce col trasformare il risultato finale in una bizzarra kermesse dove l’impatto visivo oscilla vistosamente (e pericolosamente) tra gli standard odierni (come nel mentre delle sezioni al chiuso) e una versione HD di Shenmue (ma neanche tanto, dato l’inaccettabile numero di texture in bassa risoluzione). Di notte la pioggia, le luci fluorescenti e la rifrazione delle superficie bagnate tenteranno di rendere meno evidente la situazione, ma una volta spuntato il sole ci ritroveremo una texture sgranata messa a mo’ di carta da parati che farà capolino da dietro i grattacieli, a rappresentar il cielo e un incredibile quantità di passanti uguali tra loro, sempre pronti a incastrarsi contro auto e palazzi. Per fortuna, ripescando a mani basse dai più importanti esponenti del genere (tanto in Occidente, quanto in Oriente) gli sviluppatori hanno riportato sullo schermo un così impressionante numero di cose da fare da consentirci di chiudere un occhio o più sul claudicante versante grafico. Definire Sleeping Dogs come il perfetto matrimonio tra la saga di Yakuza di SEGA e il capolavoro Rockstar Games (si, parliamo proprio di GTA, ovviamente!), è un esempio tanto ovvio quanto cristallino ed efficace. L’intera giungla metropolitana di neon iridescenti e umidi vapori che dà forma alla pittoresca Hong Kong, infatti, è divisa in tre specifiche “aree” (più una quarta di piccole dimensioni), dove poter acquistare vestiti, aiutare passanti, comprare prelibatezze del luogo in grado di ripristinare la salute, allenarsi in piccoli dojo per sbloccare nuove abilità, e portare avanti diverse relazioni sentimentali di dubbia serietà (purtroppo anche castissime “nei fatti”!). E giusto per aggiungere altra carne a fuoco, non mancheranno le corse clandestine in salsa Need For Speed Underground dove incapperemo in tutta una serie di missioni di secondarie. Nella fase di guida ci sono anche citazioni dal dimenticato Wheelman, in quanto è possibile cambiare macchina in corsa ed essere coinvolti in spettacolari duelli mentre si è al volante dell’auto. Certo, il modello fisico della guida è estremamente semplificato, ma noi lo preferiamo a quello un po’ pesate e scarsamente reattivo di GTA, perché rende gli inseguimenti più frenetici e spettacolari. Importante segnalare anche la piccola deriva GdR. Nel gioco ci sono 4 diversi tipi di missione, ovvero Triade, Polizia, Favori e Lady. Ogni tipologia vi fornisce un particolare tipo di esperienza che vi permette di sbloccare nuove abilità e bonus (oppure vestiti extra come nel caso dei Favori). Come avrete capito, Sleeping Dogs prende ispirazione da altri giochi… ma non si sottrae all’impegno di inserire alcune novità. Per esempio il sistema di gestione dei percorsi in macchina propone un intelligente sistema d’indicazioni virtuali che sarete liberi di seguire o ignorare. Un’altra intuizione intelligente e che in base a come guidate prederete bonus e malus nell’abilità Poliziotto e le vostre prestazioni possono essere paragonate online con quelle di altri giocatori. Per non parlare poi dell’estrema varietà delle missioni proposte. Sleeping Dogs riesce a incollare il giocatore davanti allo schermo senza puntare esclusivamente su comparto tecnico pomposo. Lo fa con cose concrete e non fini a se stesse, riportando per la prima volta il gameplay e il sano divertimento di una volta al centro di tutto. E cavolo, se ne sentivamo il bisogno!

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