Un anno fa l’ha comprata per 12,5miliardi di dollari. Adesso la «snellisce »: Google ha annunciato il taglio di quattromila posti alla Motorola Mobility, azienda pioniera della telefonia mobile in America. Un quinto della forza lavoro (il 7% del totale dei dipendenti Google) lascerà con incentivi e buone uscite pari a 275 milioni di dollari. Via il 40% dei vice presidenti Motorola (rimpiazzati in parte dai nuovi dirigenti targati Google). L ’ a z i e n d a d i Mountain View ha comunicato che ridurrà di un terzo i 90 centri sparsi per il mondo (senza specificare dove). Un terzo dei tagli riguarderà comunque gli Stati Uniti. Annuncio premiato con un rialzo timido in Borsa (+2%): timido perché il mercato nutre ancora qualche dubbio sul fatto che basti questa manovra a rilanciare lo storicomarchio dei telefonini made in Usa. Il primo cellulare portatile (davvero funzionantema poco smart) fu prodotto dall’inventore americano Martin Cooper per conto di Motorola nel lontano 1973. Cooper (classe 1928), ex vicepresidente del gruppo, è ancora vivo. La sua vecchia azienda lotta per inserirsi con profitto nel settore degli apparecchi sempre più smart dominato da Samsung e Apple (che si dividono da sole il 90% del mercato). L’ultimo modello Motorola (il Razr) risale al 2005. Per dare un’idea: nei primi tre mesi di quest’anno il gigante asiatico ha venduto 93milioni di apparecchi contro i quasi 9 milioni di Motorola (5 dei quali smartphone) che ha registrato perdite in ben 14 degli ultimi 16 trimestri (86 milioni di dollari nel primo trimestre 2012). Se Google ha sborsato miliardi per un’azienda in crisi, l’ha fatto inizialmente per acquistare la sua storia ovvero i suoi 17 mila brevetti che la mettono al riparo da molte diatribe con i concorrenti per quanto riguarda Android (utilizzato anche da competitor come Samsung). Il piano annunciato ieri è visto dagli operatori come il segnale che l’azienda ha intenzione di inserirsi davvero nella lotta per gli smartphones. Secondo il New York Times il piano di ristrutturazione toccherà soprattutto l’Asia e in particolare l’India. Motorola conserverà tre principali centri di ricerca e sviluppo: Chicago (sede storica), Sunnyvale (California) e Pechino. Presto per parlare di nuovi modelli. In un’intervista il Ceo di Motorola Dennis Woodside (ex capo del settore vendite pubblicitarie a Google) ha annunciato la creazione di una nuova divisione di ricerca e sviluppo, un piccolo gruppo di scienziati e ingegneri a cui saranno dati due anni per ideare e realizzare progetti: a guidarlo Regina Dugan, ex direttrice della Darpa (l’Agenzia tecnologica del ministero della Difesa). Dai telefonini alle guide turistiche: dopo i ristoranti della Zagat (comprata nel 2011 per 151 milioni di dollari) Google mette le mani anche su Frommer’s, nome celebre sugli scaffali dei libri di viaggio. Secondo anticipazioni del «Wall Street Journal», il motore di ricerca avrebbe raggiunto un accordo con la storica società editrice John Wiley & Sons (duecento anni di vita), anche se non sono noti i termini dell’operazione. L’azienda di Larry Page e Sergey Brin non avrebbe ancora deciso se mantenere l’edizione cartacea delle guide o promuovere una migrazione completa al digitale.

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