I fan cinesi della mela di Cupertino possono stare tranquilli: l’iPad della Apple, che ha conquistato oltre il 70% del mercato cinese dei tablet, potrà essere regolarmente venduto (e arriverà la nuova versione a breve) dopo che la società americana ha deciso di pagare 60 milioni di dollari alla Proview di Shenzhen per l’acquisto del marchio del tablet.

L’annuncio è stato dato da un comunicato pubblicato online dall’alta corte del Guangdong, la provincia meridionale cinese dove si trova Shenzhen e si riferisce ad una intesa raggiunta lo scorso 25 giugno, anche se da Cupertino, fino ad ora, non ci sono dichiarazioni.

I 60 milioni di dollari sono lontani dai 10 miliardi di yuan, oltre 1,6 miliardi di euro, che l’azienda cinese aveva chiesto, ma dal momento che la Proview è in bancarotta (debiti per 400 milioni di dollari), sono comunque una boccata d’ossigeno per vedere di ridiscutere il tuttocon i creditori.

La storia è cominciata già l’anno scorso, quando a dicembre un tribunale di Shenzhen dichiarò che la Apple aveva violato il copyright utilizzando un marchio, iPad, registrato già da una società cinese, la Proview Technology di Shenzhen, sussidiaria dell’omonima società diHong Kong. L’azienda cinese, che fino al 2009 aveva anche prodotto un computer da tavolo che si chiamava iPad, aveva registrato i marchi iPad e IPAD tra il 2000 e il 2004 in diversi paesi tra cui Cina, Corea del Sud, Messico, Singapore, Indonesia e anche nell’Unione europea. Nel 2009 una filiale della Proview a Taiwan aveva venduto per 55.000 dollari i diritti di marchio alla Apple, ma la casa madre non riconobbe quella vendita come valida per la Cina ma solo per Taiwan.

La Proview ha anche provato a ricorrere contro l’uso del marchio da parte della Apple negli Usa (uno dei rari casi del genere, dal momento che sono sempre le aziende cinesi ad essere accusate di violazioni del marchio), ma la denuncia è stata rigettata. L’Apple si è appellata alla decisione dei giudici di Shenzhen di dicembre, ma la Proview ha fatto ricorso anche alle autorità commerciali e giudiziarie di diverse città cinesi dove viene venduto il tablet dell’Apple, alcune delle quali ordinarono la rimozione dell’iPad di Cupertinodagli scaffali cinesi.

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