È stata una voce metallica a dare il benvenuto ai partecipanti della conferenza annuale di Apple a San Francisco, la prima a non essere condotta dal guru della Mela Morsicata, Steve Jobs, scomparso lo scorso ottobre. Forse proprio in omaggio al fondatore della compagnia, o forse per semplice soggezione, Apple ha preferito affidare a «Siri», la cosiddetta «intelligenza artificiale » inserita sugli iPhone di ultima generazione, l’ingrato compito di rompere il ghiaccio davanti a una platea agognante di novità. E proprio l’evoluzione di Siri è una delle principali innovazioni presentate alla conferenza: il sofisticato software è attualmente disponibile soltanto in inglese, francese, tedesco e giapponesemasarà finalmente convertito in italiano il prossimo autunno. Ma non è tutto: tra le nuove «conoscenze » rese disponibili agli algoritmi del programma, è stata aggiunta un’eccezionale competenza sportiva; così sarà presto possibile chiedere al proprio telefonino chi ha vinto lo scudetto nel 1992 o chi abbia la rosa più anziana tra Inter e Milan! A compensare la delusione di chi si aspettava un altro iPhone, Apple ha presentato un nuovo portatile, il «Mac Book Pro» con Display Retina, più sottile, leggero e potente che mai, ma piuttosto caro (2.299 euro). Arriva anche il nuovo sistema operativo «OS X Mountain Lion », con l’introduzione di una nuova app che consentirà di dettare messaggi e documenti dal proprio computer. Sempre in autunno, infine, debutterà la sesta versione di iOS, il sistema operativo per iPhone e iPad, dotato di un avanzatissimo sistema di navigazione satellitare.

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